Manageritalia, nella sua relazione, disegna un Piemonte incentrato sulle micromprese e sottolinea la mancanza di manager.

Manageritalia ha recentemente fornito il quadro delle imprese in Piemonte, con le aziende impreparate ad affrontare sfide complicate come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e che incide sulla capacità di innovare e competere.
Per l’Associazione di categoria, inoltre, sono presenti troppe microimprese (95,1%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,6%) o medie (0,6%); in generale, tutte le realtà risultano sotto-managerializzate.
A questo gap manageriale rispetto ai principali competitor si aggiunge un calo del 2% di dirigenti privati nella regione (-4,1% negli ultimi 16 anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e +17,4 dal 2008 a oggi. Situazione simile se non più marcata in Valle d’Aosta dove il calo è stato del -12,3% dal 2008 al 2024.
«In Piemonte ci sono 10.379 dirigenti di cui il 19% donne e 116.598 imprese sopra i nove dipendenti -sottolineano da Manageriali- Emerge subito come ancora la stragrande maggioranza delle PMI sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle PMI italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna».
E la gestione manageriale risulta determinante per competere. «A dirlo sono i dati, che vedono grandi e medie imprese avere una produttività in linea e a volte superiore alla media europea e invece crollare a livello di piccole e microimprese».

La crescita e, quindi, la managerializzazione delle PMI sono stati alcuni dei temi al centro dell’Assemblea di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta svoltasi al Centro Internazionale di Formazione dell’ILO di Torino.
Ai lavori hanno partecipato anche Andrea Tronzano, assessore al bilancio e sviluppo delle attività produttive della Regione Piemonte; Ludovica Cloria, vicepresidente del Consiglio comunale di Torino, la consigliera regionale Laura Pompeo e Luisa Quarta, presidente della Cassa sanitaria “Carlo De Lellis”.
«Siamo convinti che il nostro territorio abbia grandi potenzialità e concrete possibilità di crescita, ma allo stesso tempo crediamo che una crescita strutturale e duratura potrà avvenire solo attraverso una robusta managerializzazione delle imprese –spiega il presidente di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta Alfredo Lanfredi– Affinché quanto auspichiamo si realizzi, chiediamo alle istituzioni del territorio ed in particolare alle nostre Regioni di riferimento di fare sistema e di trovare, anche attraverso i fondi europei, una cifra importante da destinare alle imprese che vorranno investire sul loro futuro assumendo figure manageriali (quadri e dirigenti) capaci di farle crescere e competere in Europa e nei mercati internazionali. In aggiunta ai settori manifatturieri ed al settore aerospaziale, a nostro avviso bisognerà prestare attenzione particolare a settori come i servizi, il turismo e l’accoglienza, l’informatica, l’enogastronomia … In altre regioni lo si sta facendo e il relativo territorio ne sta già beneficiando sotto svariati profili e soprattutto in termini di aumento di competitività e di fatturato».
L’assessore regionale Tronzano si è detto «profondamente convinto della necessità che le PMI si aprano sempre più a competenze manageriali esterne, perché oggi crescita, innovazione e competitività passano anche dalla capacità di dotarsi di professionalità adeguate alle sfide del mercato. Non a caso, nel 2025 abbiamo stanziato cinque milioni di euro di fondi europei proprio per sostenere questo obiettivo. Un impegno che la Regione Piemonte compatibilmente con il bilancio vorremo riproporre vedremo nei prossimi mesi».
L’assemblea ha valorizzato il talento delle nuove generazioni, con la consegna di 141 borse di studio Manageritalia e Renzo Scianca, sostenute dal “Fondo Mario Negri”, destinate a studenti meritevoli dalle scuole medie fino all’università.















































