Peperone: produzione eccellente, dopo un anno difficile

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Dopo un periodo complesso, legato alle particolarità climatiche che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, i produttori locali di peperoni si preparano a rifornire con prodotti di qualità eccellente i banchetti di vendita in Sagra e ai bordi delle strade di accesso alla città nel periodo del Settembre Carmagnolese.

Lo annuncia il presidente del Consorzio del Peperone di Carmagnola, Domenico Tuninetti, che non nasconde comunque le numerose criticità che l’agricoltura locale ha dovuto affrontare nel recente passato: «E’ stato un anno “di fuoco” per il nostro peperone –spiega, senza mezzi termini- Dopo le piogge e il brutto tempo che avevano caratterizzato la passata stagione, quest’anno lo scenario è cambiato radicalmente e un clima torrido ha fatto boccheggiare coltivatori e coltivazioni, mettendo a dura prova entrambi».

Come ha reagito, in queste condizioni, la produzione carmagnolese? «Nonostante tutto, fortunatamente, i nostri prodotti hanno tenuto abbastanza bene, facendo prevedere un’eccellente produzione per il periodo “di punta” –continua Tuninetti- Possiamo pertanto dire che, in Sagra e nelle settimane a venire, avremo degli ottimi peperoni da vendere, in grado di accontentare anche i consumatori più esigenti».

La maturazione sfasata degli ortaggi, però, ha influito sui ricavi per i produttori, soprattutto a inizio estate: «C’è stato un vero e proprio tracollo dei prezzi, che nell’ultimo periodo hanno subito sbalzi clamorosi –ammette Tuninetti- E’ quindi molto importante che il nostro territorio abbia saputo superare questa situazione, oltre al già citato disagio per le anomalie climatiche».

SagraDelPeperone-2014-5Il Peperone di Carmagnola, che il Consorzio tutela dal 1998 ed è prodotto agroalimentare tradizionale italiano riconosciuto dal Ministero delle politiche agricole alimentarie forestali, si presenta in quattro “ecotipi”: quadrato, corno di bue (detto anche “lungo”, presidio Slow Food), trottola e tomaticot. E’ oggi messo a coltura nel territorio di Carmagnola e altri 25 Comuni dei dintorni delle Province di Torino e Cuneo. Si tratta di una coltivazione introdotta in loco all’inizio del Novecento dall’orticoltore salsasiese Domenico Ferrero, presto diventata un cardine dell’economia agricola locale grazie all’ottima resa garantita dal clima e dai terreni carmagnolesi.

Francesco Rasero