Carmagnola e Racconigi uniscono le forze per dare ufficialmente vita al “Distretto del Cibo della Carne di Razza Bovina Piemontese”: approvato protocollo di intesa, ora la palla passa alla Regione.

Carmagnola e Racconigi hanno deciso di unire ufficialmente le forze per dare vita al “Distretto del Cibo della Carne di Razza Bovina Piemontese”, tramite un protocollo d’intesa tra i due Comuni che rappresenta il primo passo per arrivare alla costituzione e al riconoscimento da parte della Regione Piemonte.
«I Distretti del Cibo rappresentano un modello di sviluppo sempre più centrale per il settore agroalimentare: puntano a valorizzare le produzioni locali, rafforzare le filiere e mettere in rete agricoltura, imprese, turismo e territorio -spiegano dalla Giunta Gaveglio- Nel caso specifico, l’obiettivo è costruire un sistema territoriale legato alla carne di razza bovina piemontese, una delle eccellenze del comparto».
Il progetto nasce da un percorso condiviso tra le amministrazioni di Carmagnola e Racconigi, che hanno deciso di procedere insieme. Il protocollo stabilisce una collaborazione strutturata: Racconigi sarà il soggetto referente del Distretto e dovrà individuare una sede operativa, mentre Carmagnola si occuperà delle procedure per la redazione dell’istanza necessaria al riconoscimento.
L’iniziativa punta a risultati ampi: sviluppo territoriale, integrazione tra attività locali, maggiore competitività delle imprese agricole e agroalimentari, ma anche attenzione alla sostenibilità, alla riduzione degli sprechi e alla tutela del paesaggio rurale.
Un approccio che guarda non solo alla produzione, ma anche alla promozione eno-gastronomica e, più in generale, all’offerta turistica del territorio.
Dal punto di vista economico, ciascun Comune sosterrà un costo di avvio pari a 8.000 euro, con l’obiettivo di rientrare della spesa attraverso le quote dei soggetti aderenti al Distretto, che contribuiranno a rimborsare le somme anticipate dai due Enti e a finanziare le attività.
Il protocollo avrà una durata di tre anni e sarà accompagnato da un’attività di comunicazione condivisa, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente altri soggetti del territorio.














































