Dal 2 al 6 febbraio l’Istituto “Baldessano Roccati” di Carmagnola presenta l’edizione 2026 della Settimana dell’Otium, rivolta agli studenti ma con i principali appuntamenti che verranno trasmessi in streaming per tutti.

Dal 2 al 6 febbraio 2026 l’Istituto “Baldessano Roccati” di Carmagnola tornerà a ospitare uno degli appuntamenti più attesi del suo calendario culturale: la Settimana dell’Otium, iniziativa che negli anni si è consolidata come un vero laboratorio di riflessione, curiosità e dialogo tra saperi.
Cinque giorni di incontri pensati per aprire la mente e offrire agli studenti occasioni di confronto con il mondo contemporaneo, che quest’anno saranno trasmessi anche in streaming sul canale YouTube della scuola, visibili da tutti.
Pur restando fedele alla propria impostazione sobria e alla tradizione che la contraddistingue, l’edizione 2026 si preannuncia particolarmente ricca.
Al centro del progetto c’è ancora una volta il lavoro paziente e costante dei docenti, che per un intero anno scolastico progettano i percorsi, contattano i relatori e costruiscono una proposta ampia e articolata.
Un impegno condiviso da insegnanti di indirizzi diversi, uniti dall’obiettivo di offrire agli studenti incontri con voci autorevoli del panorama culturale, scientifico e sociale.
Cristina Seymandi a Carmagnola – Intervista di Cristina De Stefano
Il programma degli incontri disegna una panoramica ampia e significativa del nostro presente.
Si partirà dal tema del cyberbullismo, affrontato attraverso la testimonianza di Cristina Seymandi, imprenditrice torinese che ha trasformato una dolorosa vicenda personale in un impegno sociale.
La Letteratura diventerà poi uno strumento per leggere l’attualità: il Decameron sarà la lente attraverso cui osservare la guerra, la disinformazione e il valore della narrazione orale, in un progetto che riporta il teatro tra i banchi di scuola.
Non mancherà il teatro classico, con L’Avaro di Molière, mentre la filosofia sarà al centro dell’intervento del professor Matteo Saudino, che accompagnerà i ragazzi in un percorso tra Platone, Aristotele e le fragilità del nostro tempo.
La letteratura tornerà protagonista con la lectio magistralis di Davide Avolio, divulgatore e studioso di Dante, e con l’incontro con l’autrice Beatrice Salvioni, che presenterà il suo romanzo “La Malacarne”.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla memoria storica: l’Auditorium del “Baldessano Roccati” ospiterà infatti Grand Hotel Auschwitz, esperienza teatrale che invita a riflettere sul valore dell’agire dopo il ricordare.
I grandi temi del mondo contemporaneo attraverseranno più incontri. Il conflitto israelo-palestinese verrà affrontato attraverso la storia di due padri uniti dal dolore, raccontata dalla professoressa Luciana Ciliento.
Il rapporto tra Scienza e Fede sarà al centro di un dialogo tra Riccardo Pedicone e don Alberto Ravagnani.
La Fisica moderna verrà raccontata dalla professoressa Oppedisano dell’INFN, che mostrerà come la ricerca scientifica sia già parte della vita quotidiana, mentre la relatività generale sarà spiegata dal laureando in Matematica ed ex allievo Fabrizio Fodde.
Spazio anche alla ricerca medica, con il professor Chiò e il dottor Vasta, impegnati nello studio di nuove terapie per la SLA, e al tema della migrazione come viaggio di vita, attraverso la presentazione del volume “Di qua dal mare”, a cura del professor Turigliatto.
Non mancheranno infine gli approfondimenti economici e civici. L’ex Ministro Domenico Siniscalco analizzerà il futuro dell’economia italiana ed europea e le prospettive per i giovani, mentre la cultura del dibattito sarà al centro di una sessione di debate guidata dalla professoressa Micol Sappè, dedicata al tema “La scuola oggi”.
«La Settimana dell’Otium si conferma così come un appuntamento capace di mettere in dialogo studenti, docenti, esperti e territorio: un’occasione preziosa non solo per ampliare i confini della didattica, ma anche per dimostrare come la scuola possa essere un luogo di confronto vivo e attuale -commentano dall’Istituto- Cinque giorni intensi per fermarsi, pensare e ascoltare e, come suggerisce il nome, concedersi un “otium” che non è ozio, ma tempo dedicato alla crescita».
















































