Vaccinazione a domicilio, l’Asl TO5 fa chiarezza

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Il direttore generale dell’Asl TO5, Massimo Uberti, spiega la procedura per la vaccinazione a domicilio contro il Covid-19, in risposta a una segnalazione da parte di una lettrice de “Il Carmagnolese”.

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Il direttore generale dell’Asl TO5, Massimo Uberti, spiega modalità e scelte legate alla vaccinazione a domicilio contro il Covid-19

“Il Carmagnolese” ha ricevuto una lettera da parte di una lettrice, in merito alla vaccinazione a domicilio contro il Covid-19 per i suoi genitori ultra 80enni, residenti sul territorio dell’Asl TO5.

«I miei genitori sono entrambi ultra ottantenni e con uno stato di salute gravemente compromesso (mamma è allettata e non può dunque essere trasportata se non in lettiga) e hanno aderito volentieri alla campagna di vaccinazione contro il Covid-19 avviata nelle scorse settimane -scrive- Per poter permettere loro di raggiungere il centro vaccinale ci vedremo costretti a richiedere, a pagamento, l’intervento di un’ambulanza. L’alternativa, infatti, è che vengano inseriti in una lista d’attesa per la vaccinazione a domicilio che, attualmente, non ha alcuna previsione sull’eventuale data di evasione».

«Mi chiedo, ragionando nell’ottica della tutela delle fasce deboli, che senso logico abbia sottoporre due anziani a un percorso tanto difficile, come se già le diverse difficoltà quotidiane che tutti noi, loro compresi, abbiamo affrontato in questi ultimi mesi non fossero già sufficienti? E mamma e papà, intanto, continuano ad aspettare, chiusi in casa, sperando di non ammalarsi», conclude la lettera ricevuta in redazione.

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Sul tema, “Il Carmagnolese” ha pertanto interpellato il direttore generale dell’Asl TO5, il dottor Massimo Uberti, che ha così risposto:

La procedura per la segnalazione da parte dei medici di famiglia per la vaccinazione degli ultra ottantenni prevede che il medico segnali coloro i quali necessitano di vaccinazione al domicilio senza poter distinguere fra esigenze cliniche e difficoltà ad essere accompagnate presso le sedi vaccinali. Vengono pertanto effettuate telefonate, finalizzate a capire chi con un adeguato accompagnamento può accedere ai centri vaccinali. 

Questo tentativo ha lo scopo, da un lato, di limitare l’effettuazione del vaccino al domicilio solo a chi ha problemi clinici che lo controindichino, proprio al fine di limitare il numero di tali persone e ridurne conseguentemente l’attesa (il tutto considerando che un singolo vaccino al domicilio richiede una squadra occupata per un’ora contro i 6 minuti presso il punto vaccinale), offrendo invece a chi ha problemi solo organizzativi o di accompagnamento, un trasporto assistito: in questo caso l’Asl TO5 in accordo con le associazioni di trasporto infermi organizza l’accesso.

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Dall’altro lato, utilizzare con questi soggetti le dosi residue di vaccino che andrebbero sprecate (per il noto problema delle fiale multi dose da 6 o 10 a seconda del vaccino) quando qualcuno non si presenta ai centri vaccinali o disdice la prenotazione. Grazie a questa procedura, la nostra Azienda sanitaria è riuscita raggiungere percentuali di utilizzo superiore al 99% delle dosi a disposizione.

Vorremo quindi tranquillizzare i lettori, a partire dalla signora che scrive, che nessuno è obbligato a recarsi al centro vaccinale, che le somministrazioni al domicilio stanno procedendo (seppur con numeri più contenuti rispetto ai centri vaccinali, per le ragioni esplicitate) e che soprattutto tutti noi siamo concentrati in uno sforzo senza precedenti al solo scopo di somministrare tutte le dosi di vaccino che ci vengono consegnate nel più breve tempo possibile onde raggiungere al più presto una protezione ampia alla popolazione dell’Asl, nell’esclusivo interesse complessivo della comunità di persone che la compongono“.

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