La sezione ANPI “Martiri della Libertà” celebra, domenica 8 febbraio in piazza Martiri, il ricordo della rappresaglia nazista a Carmagnola che portò alla fucilazione di quattro partigiani.

Come da tradizione, anche quest’anno la sezione ANPI “Martiri della Libertà” di Carmagnola ricorda domenica 8 febbraio 2026, alle 11, la feroce esecuzione per rappresaglia di quattro giovani partigiani che vennero fucilati dai nazisti invasori.
«È sempre più necessario non dimenticare e trasmettere la memoria del sacrificio di questi ragazzi che, come moltissimi altri, sacrificarono la loro vita per contribuire a riconquistare la Libertà e la Democrazia, dopo la tragica e devastante esperienza della seconda guerra mondiale in cui il regime fascista aveva trascinato il nostro Paese», sottolineano dall’Associazione Partigiani.
Presso il cippo loro dedicato verranno ricordati Giovanni Ainardi, detto Giovannino, muratore valsusino e alpino, catturato tramite una spia; Paolo Bozzetti, detto Tuffo, artigiano, e Aldo Codazzi, ferroviere, entrambi originari di Cremona e aggregatisi alla 17esima Brigata Garibaldi sulle Alpi piemontesi; Carlo Rusconi, torinese, comandante di Distaccamento della Terza Brigata Albertazzi.
I quattro, in precedenza imprigionati dai nazifascisti, vennero portati a Carmagnola e fucilati per rappresaglia.
Nel frattempo l’ANPI di Carmagnola continua anche il proprio lavoro di ricerca della memoria della Resistenza con la raccolta di storie, testimonianze e documenti e, in vista del prossimo 25 aprile, sta preparando la pubblicazione di un libro di memorie familiari per contribuire a far conoscere e ricordare la figura di un valoroso concittadino, impegnato prima nella Resistenza carmagnolese e poi nello sviluppo della vita civile e democratica della città.
«Riteniamo che sia importante e doveroso ricercare e ampliare la documentazione della memoria della lotta di liberazione che, sempre più con il passare degli anni, deve essere conservata, valorizzata e trasmessa come monito alle nuove generazioni -sottolineano dall’ANPI- Vogliamo coinvolgere anche le scuole per mappare e riscoprire le vie cittadine che ricordano militari, partigiani e civili caduti durante la guerra e la Resistenza, dove spesso le targhe esistenti non indicano degnamente il ricordo del loro sacrificio».
In parallelo, inoltre, prosegue l’impegno contro il degrado di alcune lapidi e cippi: «Chiediamo agli Enti competenti di ripristinarne il decoro: in particolare, il cippo che ricorda il partigiano Lodovico Vai, caduto in uno scontro con i militi fascisti allo sbocco di via Carignano, è tuttora in condizioni di abbandono, occultato dal guardrail collocato a lato della strada provinciale ex statale 20 e attende di essere ricollocato in modo decoroso e adeguato».













































