Lo storico Nicola Ghietti ha scritto della storia dei Padri Filippini a Carmagnola in un libro dedicato alla Congregazione religiosa.

La storia di quest’ordine religioso in città affonda infatti radici lontane, risalendo ufficialmente al 1681 nonostante si ipotizzi che il loro arrivo sia avvenuto anche prima.
La prima sede fu una modesta casa situata tra via Bussone, via Cavallini e piazza delle Granaglie, l’attuale piazza Antichi Bastioni.
In pieno clima sabaudo, ritenendolo adatto alle loro esigenze, nel 1701 i Filippini acquistarono invece il castello e le sue “adiacenze”. L’edificio medievale si presentava imponente e i religiosi lo utilizzarono prima come convento poi come sede delle scuole.
A distanza di vent’anni edificarono la chiesa di San Filippo, che venne benedetta nel 1745. Essa, a pianta rettangolare, era caratteristica per l’architettura tipicamente barocca sia per la parte esterna sia per quella interna in cui trovava spazio un’ampia navata.
A Carmagnola, in particolare, i Padri Filippini ebbero un ruolo centrale nell’ambito dell’insegnamento.
Figura di rilievo fu quella di Ignazio Sigismondo Fassina, prete oratoriano con particolari abilità pittoriche: figlio di un’importante famiglia borghese di Torino, ricevette infatti un’ottima educazione scolastica e artistica, grazie anche alla frequenza di Palazzo Reale.
L’Ottocento impattò negativamente sulla Congregazione, a causa delle soppressioni degli istituti religiosi dettate dal periodo napoleonico.
Successivamente, nella cosiddetta “Restaurazione“, si tentò di ridisegnare l’assetto precedente: nel 1815 ai Filippini venne infatti concesso il diritto di rientrare in possesso di tutti i locali presieduti.
Per riparare la chiesa, però, si dovettero sostenere spese ingenti, che avviarono all’epilogo della presenza dei religiosi in città. Il 1863 è la data di un nuovo inizio: chiesa e castello vennero venduti all’Amministrazione comunale; l’edificio religioso fu sconsacrato e utilizzata, fino a poco tempo fa, per manifestazioni culturali e mostre.
Ora la chiesa di San Filippo si prepara, infine, a diventare il nuovo teatro civico di Carmagnola, in fase di realizzazione grazie ai fondi europei del PNRR.
Giorgia Becchis













































