Ad Alessandria, l’assessore Massimiliano Pampaloni ha presentato il progetto di mappatura del DNA dei cani, illustrando i risultati ottenuti a Carmagnola: «dal 2018 le deiezioni nel centro sono diminuite del 90%».

Alessandria guarda a Carmagnola per risolvere il problema delle deiezioni dei cani lasciate sui marciapiedi, valutando la possibilità di introdurre un sistema di identificazione degli animali attraverso il Dna, così da risalire ai proprietari che non raccolgono gli escrementi.
A illustrare il progetto è stato Massimiliano Pampaloni, assessore di Carmagnola, intervenuto nell’ultima Commissione Sicurezza e Ambiente del Comune alessandrino. «Costa, ma funziona», ha sintetizzato, presentando i risultati ottenuti con l’iniziativa avviata nel 2018.
I numeri forniti da Pampaloni mostrano una riduzione significativa del fenomeno: nel centro di Carmagnola le deiezioni rinvenute in due mesi sono passate dalle 348 del 2018 alle 24 del 2024. In tutto il 2026 quelle rinvenute in centro città sono state complessivamente 32, a fronte di un calo complessivo pari al 90%.
Il sistema prevede il prelievo di un campione salivare nel momento in cui viene installato il microchip, per inserire il profilo genetico dell’animale in un’apposita banca dati. In questo modo, quando viene rinvenuto un escremento non raccolto, è possibile effettuare le verifiche necessarie per individuare il proprietario.
A Carmagnola sono stati mappati circa 4.000 cani, pari all’85% del totale stimato. Le prime sanzioni sono scattate quando la mappatura aveva raggiunto il 55%, senza aspettare di censire tutti gli animali presenti sul territorio.
La multa per chi non raccoglie le deiezioni è di 150 euro. I verbali sono stati 10 nel 2023, 20 nel 2024, 39 nel 2025 e 15 (finora) nel 2026. Il Comune si avvale della collaborazione delle Guardie Zoofile, che garantiscono almeno tre finestre di servizio alla settimana e trasmettono rendicontazioni mensili sui ritrovamenti e sulle sanzioni. Anche i cittadini possono segnalare gli escrementi attraverso una casella di posta elettronica.
Per Pampaloni, però, il progetto non si limita alla repressione: punta soprattutto a promuovere l’educazione civica, migliorare il decoro urbano e ridurre le tensioni tra cittadini legate al comportamento dei proprietari degli animali.
Il costo della raccolta del Dna è di circa 42 euro per cane, una spesa che, secondo l’assessore, «può essere distribuita su almeno tre bilanci». A Carmagnola il Comune si è avvalso del supporto della propria azienda di spazzamento dell’epoca (Derichebourg) e di una convenzione con l’Istituto Zooprofilattico.
Ad Alessandria, dove risultano registrati con microchip circa 13 mila cani, la proposta ha suscitato l’interesse della Giunta, che andrà ora a valutare nel dettaglio i costi e gli aspetti organizzativi del progetto in vista di un’eventuale introduzione.
Nel frattempo, il nuovo clamore dell’iniziativa ha trovato l’attenzione del programma “Caterpillar” di Radio 2 RAI, condotto da Filippo Solibello e Cinzia Bancone, che nella puntata del 15 ottobre hanno intervistato Pampaloni sulla sua idea.



















































