Acque dei pozzi: a Carmagnola altri 12 mesi di divieto

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Un’ordinanza del sindaco di Carmagnola ha confermato le misure cautelative per l’utilizzo delle acque sotterranee prelevate dai pozzi, in quanto permane l’inquinamento da tetracloroetilene nella falda.

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In giallo, l’area maggiormente interessata dal divieto di consumo dell’acqua dei pozzi

Un’ordinanza del sindaco di Carmagnola, Ivana Gaveglio, ha confermato le misure cautelative per l’utilizzo delle acque sotterranee prelevate dai pozzi, in quanto permane l’inquinamento da tetracloroetilene nella falda.

Gli esiti dei prelievi eseguiti dal Comune nel mese di febbraio 2020 hanno rilevato la permanenza di tetracloroetilene, sebbene con una distribuzione non uniforme e con valori in riduzione -fanno sapere dal Comune- Sono pertanto rinnovate per ulteriori 12 mesi le misure cautelative già in vigore, in attesa di ulteriori verifiche relative all’andamento del fenomeno in modo da poter delimitare con maggiore cognizione l’area interessata”.

Dal Comune specificano che l’inquinamento non riguarda i pozzi di approvvigionamento che forniscono acqua potabile, sottoposti ai controlli periodici sulla rete di distribuzione a cura dell’Asl TO5 e della Smat.

Per un altro anno, quindi, è vietato usare l’acqua prelevata dai pozzi per bere o preparare bevande nonché per la cura del corpo (a causa delle possibilità di ingestione), a meno che il proprietario o l’utilizzatore del pozzo non provveda a proprie spese analisi per verificare la potabilità dell’acqua, anche rispetto alla presenza di eventuali batteri.
Norme specifiche sono quindi rivolte alle aziende orticole e zootecniche.

L’ordinanza è rivolta a tutta la popolazione di Carmagnola, ma interessa con priorità l’area della Bossola, della zona industriale di via Racconigi, dei Cappucini, di San Bernardo e di San Michele, incluse tutte le cascine e case sparse ricadenti nella zona ovest della città.

In tale area è indispensabile seguire con scrupolo le misure di cautela -sottolineano dagli uffici comunali- Per il resto del territorio, e fin quando non saranno appurate le reali dimensioni del fenomeno, si raccomanda comunque di osservare le disposizioni impartite, per prudenza ancor prima che per necessità”.

Le violazioni verranno punite ai sensi del codice penale.
L’Ufficio Ambiente rimane a disposizione per fornire eventuali ulteriori chiarimenti al numero 011-9724258 o 384.