Il Consorzio Burro Piemonte ha presentato i passi avanti nel percorso per il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP): la fase piemontese del processo è quasi conclusa e la documentazione passerà ora al Ministero dell’Agricoltura e a Bruxelles.

Alla presenza del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e dell’assessore al Commercio, Agricoltura, Turismo e Sport della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, il Consorzio Burro Piemonte ha annunciato che il percorso per il riconoscimento della DOP (Denominazione di Origine Protetta) procede a ritmo sostenuto.
«L’iter procede speditamente e proprio in questi giorni ha subito un’accelerata, a dimostrazione di quanto questo prodotto rappresenti un’eccellenza per il nostro settore lattiero caseario -dichiara Ilio Piana, presidente del Consorzio Burro Piemonte DOP-. Il Consorzio, insieme agli uffici preposti dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, sta definendo il disciplinare di produzione del Burro Piemonte DOP: nei prossimi giorni verrà trasmesso al Ministero dell’Agricoltura che, una volta approvata la documentazione, la invierà a Bruxelles per l’approvazione finale».
Ci si avvicina così alla prossima tappa di un percorso iniziato il 16 settembre dello scorso anno, con la costituzione del Consorzio. Lo scorso 3 giugno era stato invece formato il Comitato Promotore per la DOP, con l’obiettivo di supportare il Consorzio nelle pratiche necessarie all’ottenimento del riconoscimento.
Per la filiera del burro piemontese, l’ottenimento della DOP rappresenta un obiettivo strategico, perché la Denominazione valorizzerebbe un prodotto che ha origini antiche e caratteristiche di eccellenza.
«Il burro è presente sul nostro territorio a partire dall’epoca romana e probabilmente anche prima -spiega Marcello Pellegrino, vicepresidente del Consorzio del Burro del Piemonte –. Già le popolazioni galliche erano produttori e forti consumatori, mentre i Romani lo utilizzavano anche a fini medicali. Il disciplinare che stiamo preparando prevede che possa essere prodotto esclusivamente attraverso centrifugazione di panna fresca proveniente da latte 100% piemontese».
Il Burro del Piemonte ha colore giallo paglierino, consistenza omogenea e setosa, aspetto privo di occhiature e sapore dolce e delicato, che può variare leggermente al cambiare delle stagioni e delle condizioni climatiche. Queste caratteristiche fanno sì che sia apprezzato nell’industria dolciaria e nella pasticceria.
La sua fama travalica i confini nazionali, con un particolare apprezzamento in Francia, dove i maestri pasticceri lo impiegano nella preparazione del croissant perché si presta alla sfogliatura dell’impasto.
A fianco della versione classica, saranno contraddistinti dalla DOP anche il burro chiarificato e il burro salato, che può contenere il 2% di sale.














































