Daspo urbano a Villastellone contro la prostituzione stradale

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Il Comune di Villastellone introduce per primo il Daspo urbano contro la prostituzione in strada. Nicco e Ristaino: «esempio virtuoso di politiche coordinate di sicurezza».

Villastellone Prostituzione
Il Comune di Villastellone ha introdotto il Daspo urbano contro la prostituzione di strada: “si puniscono i comportamenti, non le persone”, specifica il vicesindaco Ristaino [immagine di repertorio]
Tre importanti Provinciali che attraversano il territorio comunale di Villastellone -Sp122, Sp130 e Sp393– sono assediate dalla prostituzione su strada. Il fenomeno ha conosciuto un preoccupante incremento con l’estate, di fatto raddoppiando.

Il Comune ha pertanto deciso di porre rimedio a una situazione -denunciata da tempo da molti cittadini e ben nota alle forze dell’ordine- approvando, in Consiglio comunale, l’introduzione del cosiddetto “Daspo urbano” nei confronti delle persone segnalate.
Il provvedimento ha avuto il voto favorevole anche da parte dell’opposizione.

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Il Daspo Urbano è stato introdotto nella legislazione nel 2017 dal cosiddetto Decreto Minniti, che autorizza i Comuni a modificare le proprie dinamiche di sicurezza sul territorio a fronte di atti di condotta molesta e volti a minare il decoro urbano.

Tecnicamente si tratta di una modifica al regolamento comunale di Polizia Urbana che definisce le zone del proprio territorio nelle quali è possibile applicare le misure previste dalla legge nazionale.

La normativa permette al Comune tre concrete attività di contrasto. Alla prima segnalazione, i vigili o i carabinieri emettono al soggetto una sanzione fra i 100 e i 300 euro e impongono l’allontanamento per 48 ore dal territorio comunale. In caso di recidiva entra in gioco la Questura e si dispone al soggetto il divieto di accesso totale al territorio comunale per 12 mesi, 24 se ha già riportato condanne. In caso di ulteriore recidiva, viene disposto l’arresto fino a un anno o due se già pregiudicato.

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«Villastellone è il primo Comune della Città metropolitana di Torino a introdurre questo strumento -spiega il vicesindaco con delega alla sicurezza, Domenico RistainoLa norma non parla esplicitamente di prostituzione ma più genericamente di condotte moleste e minaccia al decoro urbano, in cui queste ricadono ampiamente: non si punisce quindi la persona ma i comportamenti. Questo può essere di grande aiuto perché, in passato, le periodiche retate effettuate dalle forze dell’ordine finivano in un nulla di fatto a fronte della dichiarazione delle ragazze di non essere sfruttate ma di lavorare liberamente».

L’idea di adottare questo strumento è stata suggerita dal Comando della Stazione Carabinieri: «L’abbiamo fatto studiare e adattare dal comandante della Polizia municipale, Gianclaudio Maione, che ha predisposto le modifiche al regolamento, poi approvate all’unanimità dal Consiglio -prosegue Ristaino- Ci stanno già arrivando le richieste da altri Comuni per studiare provvedimenti analoghi».

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Vivo apprezzamento per il risultato è stato espresso anche dallex sindaco Davide Nicco, attuale consigliere e vicepresidente del Gruppo Fratelli d’Italia in Regione: «Quello di Villastellone è un caso in cui i cittadini stessi si fanno carico in prima persona del controllo del loro territorio segnalando, con elevato senso civico e di comunità, i comportamenti illegali di cui il territorio è fatto oggetto», commenta.

E aggiunge: «Il nuovo Daspo urbano è un esempio virtuoso di coordinamento fra Amministrazione e presidi locali delle Forze dell’Ordine nelle politiche di sicurezza e decoro urbano. Mi rendo disponibile con piacere a organizzare a breve un incontro con i Comuni limitrofi per fare rete ed evitare che il fenomeno si sposti semplicemente al di là dei confini comunali senza venire risolto in modo coordinato ed efficace».

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