Oggi a Carmagnola è in programma la firma dell’adesione da parte dei Comuni (più di 50) al progetto di creare un Distretto della Carne bovina di razza Piemontese; la pratica passerà quindi alla Regione per il “via libera” definitivo.

Entra nel vivo il percorso che porterà alla nascita del Distretto del Cibo della Carne bovina di razza Piemontese: oggi, a Carmagnola, è infatti in programma la firma dell’adesione da parte dei Comuni coinvolti, già una cinquantina.
Si tratta di un passaggio fondamentale, che consentirà ai due Enti capofila (Carmagnola e Racconigi) di trasmettere alla Regione Piemonte tutta la documentazione necessaria per ottenere il riconoscimento ufficiale.
L’iniziativa aveva preso il via nei mesi scorsi con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra le due Amministrazioni, dando avvio a un percorso condiviso per valorizzare una delle eccellenze agroalimentari simbolo del territorio.
«Oggi firmiamo l’adesione degli Enti partecipanti, che poi verrà mandata in Regione per approvazione; l’ultimo atto sarà quindi la costituzione dell’Associazione vera e propria, che si farà a Racconigi», spiega l’assessore all’Agricoltura del Comune di Carmagnola, Roberto Gerbino.
Gerbino riferisce che, a oggi, hanno già formalizzato la propria adesione al futuro Distretto ben 50 Comuni e 24 associazioni, numeri che potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi giorni con l’arrivo di nuove richieste.
Il Distretto nasce con l’obiettivo di mettere in rete allevatori, imprese della trasformazione, associazioni di categoria, enti locali e altri soggetti della filiera, favorendo una strategia condivisa di sviluppo.
Tra le finalità figurano la valorizzazione del prodotto, il rafforzamento della competitività delle aziende agricole, la promozione del territorio e delle sue tradizioni, oltre alla creazione di nuove opportunità economiche e turistiche.
Il riconoscimento regionale rappresenterà il passaggio decisivo per rendere operativo il Distretto, che potrà così accedere agli strumenti previsti dalla normativa dedicata ai Distretti del Cibo e sviluppare progetti territoriali a sostegno dell’intera filiera.










































