Otto studenti delle quinte del “Baldessano Roccati” di Carmagnola hanno partecipato al primo turno dello Stage di Fisica 2026 a Gressoney-Saint-Jean.

Otto studenti delle classi 5D e 5E del liceo scientifico opzione Scienze Applicate dell’Istituto “Baldessano-Roccati” di Carmagnola hanno partecipato al primo turno dello Stage di Fisica 2026 a Gressoney-Saint-Jean, in Valle D’Aosta, accompagnati dal professor Fabio Cesare Bellon, vivendo alcune giornate intense di studio, laboratori e confronto con docenti e ricercatori.
L’iniziativa, giunta alla 20esima edizione, è stata promossa dall’Associazione per l’Insegnamento della Fisica (AIF) sezione di Torino, in collaborazione con il corso di studi in Fisica dell’Università di Torino, ed era rivolta agli studenti delle classi quinte superiori interessati ad approfondire la disciplina anche in prospettiva universitaria.
«Nella cornice di Villa Belvedere i ragazzi hanno preso parte a un percorso ricco e coinvolgente, pensato per avvicinarli alla fisica non solo come disciplina scolastica, ma anche come un’esperienza viva, concreta e multidisciplinare -spiegano dalla scuola– Il programma del primo turno prevedeva conferenze, attività ai tavoli, momenti di gioco scientifico e occasioni di restituzione finale».
Gli studenti sono stati coinvolti nella presentazione del percorso e dei “perché della Fisica”, seguita dalla conferenza di Francesco Pennazio dell’INFN di Torino dedicata alla fisica medica nella storia.
Nelle giornate successive hanno poi seguito le attività Arva-GPS, le conferenze di Greta Andrini su “Misurare l’invisibile: viaggio nelle tecnologie quantistiche”, l’incontro serale del CICAP con Stefano Bagnasco e, nell’ultima giornata, la conferenza di Elisa Palazzi dell’Università di Torino sul cambiamento climatico visto da un hot-spot.
Le attività di laboratorio ai tavoli sono state apprezzate. Queste erano dedicate a molte branche della fisica e pensate per unire teoria, sperimentazione e curiosità.
I ragazzi hanno potuto confrontarsi con proposte che spaziavano dagli esperimenti con Arduino alla costante di Planck, dai raggi cosmici al fotovoltaico, fino a percorsi su luce, colore ed energia, fisica del benessere, fisica e paranormale e fisica quantistica.
Tra i tavoli figurava anche “Fisica in cucina”, coordinato dallo stesso professor Bellon insieme ad altri docenti del progetto.
L’iniziativa ha coinvolto docenti dei licei di Torino e provincia e del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Torino, offrendo agli studenti del Baldessano-Roccati un’occasione preziosa di approfondimento e orientamento.
Il bilancio finale è positivo. Lo stage è stato un’autentica esperienza di crescita, capace di mostrare come la fisica possa essere osservata da prospettive differenti, dal laboratorio alla vita quotidiana, dalla ricerca universitaria ai grandi temi contemporanei.
Per gli studenti del “Baldessano Roccati” è stato un successo, destinato a lasciare un ricordo significativo e, forse, anche a orientare qualche futura scelta universitaria.

















































