Legambiente Carmagnola chiede lo stop totale agli abbruciamenti

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La presidente del Circolo Legambiente di Carmagnola, Valentina Chiabrando, ha scritto ai Comuni del territorio per chiedere lo stop alle deroghe al divieto di abbruciamenti.

Valentina Chiabrando Legambiente abbruciamenti
Valentina Chiabrando, presidente del Circolo Legambiente “Il Platano” di Carmagnola chiede ai Comuni del territorio lo stop totale degli abbruciamenti per tutto il periodo invernale.

Non si concedano nuove deroghe e si cancellino immediatamente quelle già concesse”: questa la richiesta che viene dall’Associazione ambientalista locale Legambiente “Il Platano” in merito ai cosiddetti abbruciamenti, ovvero i falò e roghi di sterpaglie che, dal 1° novembre, sono vietati in tutto il Piemonte.

Le deroghe a questo divieto sono provvedimenti che danneggiano la salute pubblica e minano gli sforzi che si stanno compiendo per ridurre le concentrazioni di PM10 in atmosfera -sottolinea il Circolo carmagnolese di Legambiente- Sono anche pericolosi per le Amministrazioni comunali, che in maniera non informata e anche nella convinzione di agevolare alcuni cittadini nello smaltimento di potature e residui, si sobbarcano responsabilità legali ed economiche con conseguenze che potranno essere molto rilevanti per i Comuni”.

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Dettaglia la presidente di Legambiente, Valentina Chiabrando: “Innanzitutto, va chiarito il contesto: il permanere, da decenni, di livelli drammatici di inquinamento da PM10 nell’aria nel bacino padano ha motivato l’avvio di una procedura di infrazione europea, per la quale il 10 novembre scorso la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia per inadempienza agli obblighi di rientro nei limiti delle norme comunitarie. Questo fatto apre la strada a possibili e ingenti sanzioni europee”.

I dati scientifici dimostrano che ogni emissione contribuisce all’accumulo invernale di inquinanti nell’aria e la combustione all’aperto di residui vegetali, in particolare, costituisce una fonte rilevante di PM10, insieme al traffico e alla combustione di biomasse per riscaldamento ed energia.

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Le deroghe al divieto di abbruciamenti nel periodo invernale sono quindi in completa contraddizione con tali esigenze e con la tutela della salute pubblica -prosegue Chiabrando- Le amministrazioni corrono inoltre il rischio di andare ben oltre le proprie competenze legali autorizzando gli abbruciamenti in un periodo critico per la qualità dell’aria e riducendo quindi gravemente l’efficacia di provvedimenti ambientali e di salute pubblica di competenza regionale e nazionale”.

La possibilità di concedere deroghe prevista dalla Regione scarica però proprio sui Comuni l’onere della verifica della fattibilità e della responsabilità. “Le deroghe favoriscono inoltre comportamenti assolutamente non previsti dalle norme regionali, quali la combustione di residui della manutenzione di giardini e orti o l’abbruciamento in ore serali, che accrescono l’esposizione agli inquinanti della popolazione anche a carattere prettamente locale -conclude la presidente di Legambiente Il Platano- Tali provvedimenti di deroga corrono quindi il rischio di essere dannosi tanto alla popolazione, quanto agli enti comunali. E, pertanto, vanno immediatamente bloccati o revocati”.

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