Nucleare, Città metropolitana all’attacco: “consultazioni solo simboliche”

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Dura lettera del vicesindaco metropolitano Marco Marocco, che accusa: “le consultazioni con i territori sul deposito nucleare sono solo simboliche, non c’è possibilità di pareri approfonditi“. Sotto accusa la piattaforma Sogin.

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La Città metropolitana di Torino attacca: “la piattaforma per le consultazioni sul deposito nucleare non consente approfondimenti, ma solo osservazioni simboliche” (foto: Instagram @opengate_sogin)

La piattaforma Sogin per le osservazioni sul tema del deposito nucleare finisce sotto attacco della Città metropolitana di Torino, che lancia l’accusa di aver organizzato delle consultazioni solamente simboliche, senza la possibilità di entrare davvero nel merito.

Lo scrive il vicesindaco metropolitano, Marco Marocco, in una lettera inviata a tutti i parlamentari del territorio, in cui li invita a farsi parte attiva per prorogare la scadenza dei 60 giorni per l’invio delle contro-deduzioni tecniche.

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Voglio evidenziare un aspetto tecnico non irrilevante nella piattaforma predisposta per raccogliere le osservazioni durante la fase di consultazione pubblica che si chiuderà il 5 marzo -attacca Marocco- Ogni contributo, infatti, non potrà superare i 1.500 caratteri, con la possibilità di inserire un solo allegato di dimensione contenuta entro 20 Mb. Sogin quindi impone consultazioni pubbliche pressoché simboliche, con regole che non consentono alle nostre Amministrazioni di esprimersi a pieno e nel merito!“.

L’appello a deputati e senatori eletti in Piemonte diventa quindi anche quello a far sì “che questa consultazione pubblica si trasformi in una beffa a danno delle nostre Comunità, di fatto impossibilitate a far valere le proprie ragioni“, chiedendo pertanto che vengano apportate modifiche tecniche al software di Sogin.

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La richiesta della Città metropolitana di Torino è presentata in stretto raccordo con i sindaci e gli amministratori dei Comuni di Carmagnola, Caluso, Mazzè e Rondissone, territori individuati da Sogin tra quelli potenzialmente interessati alla realizzazione del sito unico per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi prodotti in Italia.

Tecnici e uffici sono al lavoro fin dall’inizio di gennaio per produrre il materiale necessario a dimostrare da un lato i mancati approfondimenti di Sogin nella valutazione che ha portato alla redazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ma anche l’assoluta inadeguatezza dei Comuni individuati, da decenni al centro di interventi di promozione territoriale centrata su attività imprenditoriali e culturali di alta qualità“, sottolinea ancora Marocco nella sua lettera.

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