Sogin, nessuna proroga: respinta la richiesta della Città metropolitana; la palla passa a Roma

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Deposito nazionale delle scorie nucleari: Sogin non concede la proroga al termine di consegna delle osservazioni tecniche, come richiesto dalla Città metropolitana di Torino. Parlamentari sul piede di guerra.

Sogin proroga
Respinta la richiesta di proroga di due mesi al termine del 5 marzo 2021 per la consegna delle osservazioni alla carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito nucleare italiano (foto: sogin.it)

Nessuna apertura da parte di Sogin alla richiesta avanzata venerdi 12 febbraio da Città metropolitana di Torino per ottenere una proroga di ulteriori 60 giorni del termine del 5 marzo, fissato per la presentazione delle osservazioni alla proposta della carta nazionale delle aree potenzialmente idonee e del progetto preliminare per la collocazione del deposito unico nazionale delle scorie nucleari.

Una lettera, definita “cortese ma ferma” dal vicesindaco metropolitano Marco Marocco, spiega infatti le procedure attuate da Sogin a partire dal 5 gennaio con l’avvio della consultazione pubblica.

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Siamo delusi dalla chiusura da parte di Sogin, ma non rassegnati -commentano Marocco e la consigliera delegata all’ambiente, Barbara Azzarà, ricordando che tutti gli uffici  provinciali interessati sono al lavoro per predisporre il materiale per far comprendere che nessuno dei siti individuati (Carmagnola e Caluso, Mazzè e Rondissone) è idoneo- La partita per ottenere più tempo è nelle mani dei parlamentari e siamo certi che faranno tutti la loro parte. La stessa Sogin nella lettera di risposta ricorda che sono stati presentati molti emendamenti sul rinvio dei termini nel decreto milleproroghe e che l’iter parlamentare è in corso“.

La reazione degli onorevoli piemontesi a Roma non si è fatta attendere.

Ruffino (FI): “più tempo per le osservazioni sul deposito nucleare”

Non può Sogin, una società pubblica, sostituirsi alle decisioni del Governo, decidendo che il termine del 5 marzo per la presentazione delle osservazioni deve intendersi perentorio -attacca Daniela Ruffino (Cambiamo!, ex Forza Italia), che dal precedente Esecutivo aveva ottenuto rassicurazioni in merito alla proroga I Comuni non possono aggirare le procedure necessarie per la nomina dei tecnici idonei a redigere le osservazioni, né, in molti casi, possono attivare risorse nei bilanci che sono oggi allo stremo. Nasce da queste difficoltà il mio appello al presidente Draghi perché mantenga la disponibilità del precedente Governo a concedere una proroga dei termini. È da vicende complesse come questa che può nascere e consolidarsi un rapporto fiduciario fra governo nazionale ed Enti locali“.

Anche Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia) insiste nel chiedere la proroga dei termini per le relazioni dei Comuni interessati dalla carta dei depositi per le scorie nucleari. “La lettera di Sogin alla città metropolitana crea sconcerto ma ricordiamo che il Parlamento è ancora quello che deve avere l’ultima parola -sottolinea- Esistono nostri emendamenti in merito al decreto milleproroghe. Ci auguriamo che l’attuale maggioranza non si rimangi la promessa data ai territori e voti la nostra proposta. Decidere sul deposito nazionale in piena pandemia è uno schiaffo a sindaci, popolazioni e territori che meritano rispetto e respiro, non pubblicazioni al buio e tempi ristretti mentre siamo tutti in prima linea in ben altre più urgenti incombenze“.

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