Istituito a Piobesi l’albo del volontariato civico: si ricercano volontari per il piedibus

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L’Amministrazione di Piobesi Torinese ha creato l’albo del volontariato civico, uno strumento utile a garantire la sicurezza di chi presta servizio per la Comunità. Continua inoltre la ricerca di collaboratori per il Piedibus.

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Il Comune di Piobesi Torinese cerca volontari per il Piedibus

L’Amministrazione comunale di Piobesi Torinese ha creato un albo del volontariato civico: è uno strumento per garantire una maggiore sicurezza a chi offre il proprio tempo nei servizi offerti alla Comunità.

Inoltre si cercano volontari per il Piedibus, progetto rivolto alle famiglie dei bambini della scuola elementare, i quali vengono accompagnati fino a scuola e poi a casa da alcuni cittadini del paese che mettono a disposizione il proprio tempo.

A settembre era prevista la ripartenza del servizio, ma l’emergenza sanitaria Covid-19 ha temporaneamente bloccato l’iniziativa: ora si attende un miglioramento nella situazione epidemiologica per organizzare l’avvio del Piedibus in tutta sicurezza.

Nei mesi passati l’Amministrazione comunale ha ideato un protocollo del tutto nuovo per la gestione del gruppo dei volontari che si occupano di questo servizio: l’assessore Elena Mattio ha pertanto creato l’albo del volontariato civico, dove tutti i volontari devono iscriversi tramite un modulo scaricabile dal sito del Comune, specificando in quale settore si vuole offrire il proprio tempo.

Nel caso dei volontari del Piedibus, i medici di base devono rilasciare il certificato anamnestico ad ognuno di loro, che viene poi consegnato in busta chiusa al Comune e che viene poi inviato al medico del lavoro del Comune: questo valuterà le condizioni di ogni volontario, rilasciando o meno il parere favorevole per la partecipazione al servizio.

Abbiamo scoperto che i volontari sono equiparabili ai lavoratori del Comune, quindi abbiamo deciso di istituire questo albo proprio per tutelarli –spiega Elena Balaudo, assessore alla famiglia e all’istruzioneI medici di base hanno dato la loro disponibilità per rilasciare gratuitamente i certificati ai volontari del Piedibus, che in parte sono anziani e hanno patologie in atto; di conseguenza, in una situazione d’emergenza come questa, abbiamo ritenuto che fosse saggio salvaguardare la loro salute.

Durante un confronto tra i medici di base di Piobesi e il Comune è sorto però un dubbio: se in una linea del Piedibus ci fosse un bambino o un volontario positivo, quale sarebbe l’iter da seguire?

L’Amministrazione ha quindi consultato il medico del lavoro: “Il contatto che avviene nel Piedibus non è un contatto stretto, anche perché il servizio avviene all’esterno, con l’uso di mascherine e il tragitto non è lunghissimo -dichiara l’assessore alla famiglia e all’istruzione- Abbiamo fornito i volontari di mascherine e gel igienizzante, così che le mani dei bambini possano essere disinfettate prima di aggregarsi al gruppo; inoltre abbiamo recuperato corde più lunghe di un metro, per favorire un maggiore distanziamento”.

L’Amministrazione è poi passata a cercare i volontari: “Hanno risposto in modo esemplare: abbiamo un substrato di volontariato a Piobesi che è pazzesco: alcuni volontari, giustamente, non hanno potuto partecipare perché più fragili. Lo zoccolo duro del piedibus è sempre presente e attivo, ma si sono aggiunti anche nuovi aiutanti racconta Elena Balaudo.

Delle tre linee di piedibus presenti a Piobesi, una però è ancora sprovvista di volontari: di conseguenza si continua una ricerca costante di nuovi collaboratori.
“I volontari ci sono e sono grandiosi, c’è tutto un tessuto di collaborazione: i medici del territorio che gratuitamente ci hanno dato una mano, il medico del lavoro che ci ha aiutato, alcuni genitori ci hanno dato il loro impegno -conclude l’assessore- Il problema rimane sempre la situazione sanitaria, che oltretutto sta peggiorando. C’è tutta una comunità in fermento per il piedibus: i bambini non vedono l’ora di incontrare di nuovo i volontari, i volontari hanno voglia di ripartire, perché c’è voglia di incontrarsi e di condivisione. Questa è la cosa che più mi ha impressionato: c’è la voglia di fare nonostante tutto, quindi è una bella realtà di Piobesi”.

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