Poirino: nuovo progetto per un maxi-allevamento di maiali al Ternavasso

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Torna l’ipotesi di un maxi-allevamento di maiali al Ternavasso di Poirino, con un nuovo progetto da oltre ottomila capi al confine con Ceresole, Pralormo e Carmagnola. Il Comitato locale: “incompatibile con le attività turistico-ricreative del territorio”; preoccupano odori e traffico. L’assessore Sisca non si sbilancia.

Allevamento suini Poirino
L’ubicazione dei fabbricati previsti dal nuovo progetto per l’allevamento di maiali, al confine tra Poirino, Ceresole d’Alba, Pralormo e Carmagnola.

Un nuovo progetto per realizzare un maxi-allevamento di maiali è stato presentato nelle scorse settimane alla Città Metropolitana di Torino e al Comune di Poirino.

L’azienda Marchisone, che già aveva visto respinta dal SUAP di Poirino la proposta precedente circa due mesi fa, ha nuovamente avanzato richiesta per un allevamento suinicolo da oltre ottomila capi, dalle caratteristiche molto simili a quella originaria, ma in sede diversa.

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La zona di realizzazione della nuova proposta è Cascina Bonavalle, al confine con i Comuni di Ceresole d’Alba, Pralormo e Carmagnola.

Nello specifico, il maxi-allevamento sarebbe collocato in una zona agricola nelle immediate vicinanze del torrente Venesima e ad altre strutture già destinate all’allevamento e all’agricoltura: Cascina Copette (allevamento di bufale e pollame) e l’azienda agricola Virginia (che si occupa dell’allevamento di bovini).

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Fabbricati previsti dal progetto: 6 stalle e 2 cisterne per le acque reflue

La proposta dell’azienda agricola di Angelo Marchisone prevede la costruzione di sei stalle adibite a porcilaie, di dimensioni pari a 98 metri di lunghezza e 21 di larghezza, oltre a due vasche esterne per lo stoccaggio delle acque reflue prodotte dall’allevamento.

La porcilaia avrà, a pieno regime, una capienza di circa 8.400 suini da ingrasso fino ad un peso massimo di 160 chilogrammi.

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Per quanto riguarda l’iter amministrativo, gli uffici competenti del Comune di Poirino hanno a disposizione fino al 9 settembre per esprimersi sulla realizzazione del progetto e della verifica della completezza della documentazione trasmessa.

A seguire, la Città metropolitana apporrà un avviso pubblico  e nei successivi 30 giorni i vari soggetti coinvolti potranno presentare pareri e osservazioni.

Verrà quindi convocata una Conferenza dei Servizi in modalità sincrona, alla quale parteciperanno gli Enti coinvolti. La conclusione della conferenza (entro 90 giorni dalla prima indetta) andrà a costituire il Provvedimento Autorizzatorio Unico.

A seguire, il Comune di Poirino, in caso di conformità del progetto della maxi-porcilaia con il Piano Regolatore, rilascerà l’eventuale permesso di costruire e l’autorizzazione paesaggistica.

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«Il progetto si collocherebbe in una zona che già ospita altre attività agricole e d’allevamento –commenta l’assessore alla pianificazione urbanistica e all’edilizia Marco SiscaIn quell’area non ci sono mai stati vincoli particolari per lo svolgimento di tali attività, tranne per alcune situazioni ad hoc dovute alle attività turistiche ludico-sportive adiacenti, rilasciate anni fa con particolari varianti urbanistiche».

E prosegue: »Non sono preoccupato per le problematiche relative all’odore e al maltrattamento degli animali. Esistono ormai degli impianti con delle tecniche all’avanguardia che consentono forme di allevamento adeguate».

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Posizione non condivisa dal Comitato Pro Ternavasso, che già si era opposto alla prima proposta di allevamento ed è ora stato costretto a riprendere la sua attività, confermando la sua contrarietà nei confronti di un simile progetto nell’area.

»Gli effetti collaterali di un simile allevamento sono gli stessi di quello precedentedichiara Luca Bondi– L’allevamento a stampo intensivo-industriale previsto dal progetto non è compatibile con il territorio».

Tra i residenti vi è apprensione soprattutto per i possibili odori e la gestione delle acque reflue, che potrebbero compromettere le attività turistico-ricreative della zona: campi da golf, campi da tennis, ristoranti, maneggi ed agriturismi, ma anche il castello di Ternavasso, l’abbazia di Santa Maria di Casanova, i parchi e le zone di lago.

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I timori non si esauriscono qui. C’è anche viva preoccupazione per l’eccesiva vicinanza dei fabbricati previsti al torrente Venesima e per il continuo via vai dei mezzi pesanti che l’attività dell’allevamento comporterebbe sulla Strada Provinciale 134, che collega Carmagnola a Pralormo.

«La zona del Ternavasso ha un grande valore turistico e andrebbe potenziata e protetta -conclude Bondi- La porcilaia ha poco a che vedere con questo territorio e porterebbe conseguenze gravemente impattanti nell’area per gli anni a venire, mettendo a serio rischio le attività che da anni animano e vivono la zona. Siamo in attesa di un incontro con il sindaco di Poirino per esprimere le nostre ragioni. La nostra è una battaglia di pertinenza e di buon senso».

Numerose le associazioni ambientaliste e gli attori che hanno già rinnovato il proprio supporto al Comitato locale: Ambiente 21 SdB Odv, Canale Ecologia, Comuneroero Odv, Italia Nostra sezioni di Alba, Bra e Piemonte, Ithaca, Legambiente Langhe Roero Aps e Piemonte e Valle d’Aosta, Laudato Sì di Bra Odv e Gazzetta d’Alba, Movimento Stop al Consumo del Territorio, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero, Salviamo il Paesaggio.

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