Torna a far parlare la situazione allo stabilimento Teksid di Carmagnola: la consigliera regionale PD Laura Pompeo chiede l’intervento dell’Ispettorato nazionale del Lavoro, mentre i sindacati denunciano ancora criticità agli impianti e problemi tra lavoratori e direzione.

La situazione dello stabilimento Teksid Aluminium di Carmagnola torna all’attenzione della politica regionale e dei lavoratori.
La consigliera del Partito Democratico Laura Pompeo ha presentato un ordine del giorno che sarà prossimamente discusso in Consiglio regionale, chiedendo un’ispezione straordinaria nello stabilimento e un monitoraggio continuativo degli interventi annunciati dall’azienda.
Intanto, un nuovo volantino sindacale, firmato dal Consiglio delle RSA e datato 13 ottobre, rilancia le preoccupazioni sulle condizioni degli impianti e sulla gestione del lavoro quotidiano.
Laura Pompeo: «serve un controllo vero sugli investimenti»
L’iniziativa della consigliera regionale Laura Pompeo arriva dopo le segnalazioni sindacali degli ultimi mesi su temperature elevate, problemi ai sistemi di ventilazione, condizioni igienico-sanitarie, fermate dei macchinari e necessità di manutenzioni straordinarie. Tra gli episodi richiamati c’è anche il principio d’incendio del 23 giugno, causato dalla rottura di una tubazione del gas, dopo un caso analogo registrato un anno fa.
La vicenda era già approdata in Consiglio regionale a marzo e a luglio, quando la Giunta aveva riferito di aver sollecitato l’Asl per nuovi accertamenti. Ora Pompeo chiede un ulteriore passaggio, sollecitando la Regione ad attivarsi nei confronti del Ministero del Lavoro per ottenere un’ispezione straordinaria attraverso l’Ispettorato nazionale del Lavoro.
«Non possiamo aspettare che si verifichi un episodio ancora più grave prima di intervenire», afferma la consigliera, secondo cui occorre verificare il rispetto delle norme e capire se le misure adottate finora siano sufficienti.
La richiesta riguarda anche le prospettive industriali del sito carmagnolese. A settembre, la capacità produttiva di Carmagnola è stata indicata da Stellantis tra i fattori alla base dello stop di tre giorni annunciato per Mirafiori.
Per Pompeo, la Regione deve quindi seguire non soltanto gli aspetti legati alla salute e alla sicurezza, ma anche gli investimenti, le manutenzioni, l’efficienza degli impianti e le ricadute sull’occupazione.
L’ordine del giorno impegna la Giunta, nelle richieste formulate, a utilizzare i tavoli istituzionali e di crisi per verificare nel tempo le misure previste dall’azienda e gli interventi necessari a garantire la tenuta dello stabilimento. Il documento dovrà ora essere discusso dall’assemblea regionale.
I sindacati Teksid Carmagnola: «continuiamo a vedere solo fumo e puzza di ammina»
Alle segnalazioni già portate all’attenzione pubblica si aggiunge il documento diffuso in fabbrica dal Consiglio delle RSA nei giorni scorsi.
Il volantino smentisce innanzitutto le voci secondo cui nelle prossime settimane partirebbero nello stabilimento i turni a ciclo continuo su 21 turni: secondo le rappresentanze sindacali, la Direzione non ha presentato loro una richiesta specifica in questo senso. L’eventuale inserimento volontario di personale, precisano, sarebbe una scelta diversa.
Il documento si concentra poi sulle condizioni degli impianti e degli ambienti di lavoro. Le Rsa segnalano problemi alle aspirazioni, serramenti che non chiuderebbero correttamente, vetri da sostituire e una manutenzione giudicata insufficiente.
«La giostra 1 continua a fumare ed è stato fatto poco e niente», si legge nel volantino, che segnala anche difficoltà all’impianto di aspirazione del banco 9 e fumo dai cassoni portati al discesore. Criticità vengono riferite anche alle unità IDRA della linea 2, dove sarebbero presenti fumo e perdite d’olio.
Il Consiglio delle Rsa riconosce che la Direzione si sarebbe impegnata in un investimento importante sulle aspirazioni, ma sostiene che, nel frattempo, vi siano ancora diversi problemi irrisolti.
Il timore espresso è che l’arrivo delle temperature più basse renda necessario chiudere le finestre e accendere i riscaldamenti, facendo emergere ulteriori difficoltà negli ambienti produttivi.
Le rappresentanze sindacali contestano inoltre la situazione del reparto Policast, dove denunciano la presenza di pedane instabili e chiedono di mantenere libero il passaggio davanti alla bollatrice per ragioni di sicurezza.
Nel volantino trovano spazio anche questioni economiche e organizzative. Le Rsa affermano che, nonostante i sacrifici richiesti ai lavoratori, non sarebbero arrivati premi o riconoscimenti economici e che ogni mese alcuni dipendenti sarebbero costretti a rivolgersi ai preposti per ottenere correzioni delle buste paga. Il documento parla di somme da restituire che, in alcuni casi, ammonterebbero ad almeno 100 euro al mese.
Viene infine segnalato il problema dei parcheggi: secondo le rappresentanze, i lavoratori non saprebbero più dove lasciare l’auto.
Il Consiglio delle Rsa chiede pertanto un incontro con la Direzione per fare chiarezza sul quadro generale, mentre i lavoratori vorrebbero un’assemblea che consenta di ricevere risposte. «Navigare nella confusione non fa bene a nessuno», conclude il volantino.















































