Impianti di accumulo energetico a Casanova, in arrivo 4 milioni di euro per il Comune di Carmagnola?

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Duplice proposta di accordo -dal valore complessivo di quattro milioni di euro- tra il Comune di Carmagnola e la società privata Casanova FL, che punta a installare due maxi-impianti di accumulo energetico nei pressi della centrale Terna, al confine con Poirino.

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Gli impianti BESS (accumulo di energia) sono composti da container modulari: anche le strutture previste nei pressi della centrale Terna di Casanova potrebbero essere simili [immagine di repertorio – foto RawPixel]
Oltre un milione di euro immesso subito nelle casse comunali e più di quattro milioni che arriveranno complessivamente al Comune di Carmagnola nell’arco dei prossimi due decenni: questa è la portata dell’operazione approvata dall’Amministrazione Gaveglio legata al progetto di installazione di nuovi impianti di accumulo energetico nell’area della centrale Terna di Casanova, destinata a diventare uno dei poli strategici del territorio per la gestione dell’energia elettrica.

La Giunta ha infatti dato via libera a un duplice accordo di compensazione territoriale con la società Casanova FL srl, che ha proposto la creazione di due strutture “gemelle”, rispettivamente da 69 e da 63 megawatt, basate su sistemi di accumulo elettrochimico -le cosiddette “batterie” che consentono di immagazzinare energia e restituirla alla rete nei momenti di maggiore necessità- per un totale complessivo di oltre 130 MW.

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Il dato che colpisce maggiormente è proprio quello economico. Per il primo impianto, infatti, il Comune ha deliberato e concordato una compensazione pari al 2,5% dei ricavi operativi stimati, cifra poi attualizzata a circa un milione e 173 mila euro per poter “monetizzare” tutto subito.

A questo importo -che, per paragone, corrisponde a più del doppio di quanto incassato in un anno dagli autovelox fissi di Salsasio- si aggiungeranno poi le compensazioni legate al secondo impianto: un ulteriore introito di circa 100 mila euro all’anno per vent’anni, per un valore complessivo vicino ai tre milioni di euro.

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«Un’importante opportunità per la nostra città e la collettività -la definisce la sindaca Ivana Gaveglio- Sarebbe stato assurdo opporsi, anche perché la normativa è fortemente favorevole a chi propone questo tipo di investimento; tanto valeva accompagnarlo e ricavare il massimo possibile per il territorio».

Il procedimento autorizzativo degli impianti è infatti seguito dalla Città Metropolitana di Torino insieme agli altri enti competenti, tra cui Arpa. Proprio all’interno di questo percorso è stato chiesto al Comune, come previsto dalla legge, di definire un accordo con il soggetto privato per stabilire le compensazioni territoriali.

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Cosa significherà, invece, in termini pratici e dal punto di vista ambientale? «La società proponente punta a completare la realizzazione entro la primavera-estate del 2027, una volta ottenute le autorizzazioni definitive attese dopo l’ultima Conferenza dei Servizi -spiega Gaveglio- Gli impianti si tradurranno nel posizionamento di una novantina di container nell’area vicina alla centrale Terna, schermati da siepi. L’intervento interesserà circa due ettari di suolo agricolo, una superficie comunque inferiore rispetto ad altri tipi di impianti energetici come gli agrivoltaici».

Per l’Amministrazione, però, il significato dell’operazione va oltre il singolo intervento. «Questa delibera potrebbe fare scuola anche per futuri investimenti -conclude la sindaca- Abbiamo provato a tracciare una linea che bilancia sostenibilità e convenienza economica».

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