Regione Piemonte e Liguria fanno fronte comune per salvaguardare gli stabilimenti sul territorio, garantire le forniture di materie prime e tutelare i lavoratori coinvolti nella crisi dell’Ex Ilva.

Nei giorni scorsi si è tenuto al grattacielo della Regione Piemonte il tavolo di confronto decisivo sul futuro dell’Ex Ilva che ha interessato in particolare la discussione sulle sorti degli stabilimenti di Novi Ligure, Racconigi, Gattinara, Genova Cornigliano e Vado Ligure.
All’incontro erano presenti il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il vicepresidente del Piemonte e assessore al Lavoro, Maurizio Marrone, gli assessori regionali alla Formazione, Daniela Cameroni e agli Enti locali, Enrico Bussalino, gli assessori regionali della Liguria allo Sviluppo economico Alessio Piana e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Paolo Ripamonti. Presenti anche i sindaci di Genova, Silvia Salis, con il vice Alessandro Terrile, di Novi Ligure, Rocchino Muliere, di Racconigi, Valerio Oderda, e di Gattinara, Maria Vittoria Casazza, i rappresentanti delle Province di Alessandria, Cuneo e Vercelli, oltre alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze di categoria.
Al momento la situazione dell’Ex Ilva coinvolge 72 lavoratori a Racconigi, 70 dei quali si trovano in condizioni di cassa integrazione. Dal confronto è stato formalizzato un documento unitario che sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che individua azioni fondamentali per la continuità produttiva degli stabilimenti e per tutelare i lavoratori.
Innanzitutto si intende mantenere l’unità del gruppo siderurgico a livello nazionale con la possibilità, per gli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi di rifornirsi di materie prime anche da fonti esterne a Taranto.
Successivamente, verrà predisposto e illustrato alle amministrazioni regionali e comunali interessate un piano operativo di ordini e acquisti per Genova, Novi Ligure e Racconigi che dimostri concretamente la sostenibilità delle prospettive di approvvigionamento, sia da Taranto sia da fornitori esterni.
Per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, Piemonte e Liguria chiedono tutela anche per i lavoratori dell’indotto, così come avviene in Puglia. Si parla quindi di una parità di trattamento, affinché siano garantite le medesime tutele a tutti i territori coinvolti nella crisi.
Si è anche discusso della necessità di mantenere una continuità del reddito dei lavoratori in cassa integrazione. Regione Piemonte e Regione Liguria sono pronte ad attivare un meccanismo di anticipazione della cassa integrazione per permettere ai lavoratori di ricevere tempestivamente le somme spettanti, evitando che i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali possano lasciare le famiglie senza reddito anche per un solo mese.
Infine, è stata condivisa la volontà di rendere permanente il tavolo di confronto congiunto Piemonte-Liguria, che continuerà a riunirsi fino all’individuazione di una nuova proprietà, mantenendo costante il confronto tra istituzioni, rappresentanze sindacali e territori interessati.















































