Approvata la riqualificazione dell’ex Cottolengo a Vinovo

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Il Comune di Vinovo ha approvato un progetto di riqualificazione dell’edificio dell’ex Cottolengo, per un valore complessivo di oltre 8 milioni di euro.

ex Cottolengo Vinovo
L’edificio dell’ex Cottolengo di Vinovo è da anni in stato di abbandono

L’Amministrazione comunale di Vinovo ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per il restauro e la riqualificazione dell’edificio dell’ex Cottolengo, di proprietà comunale dal 2018.

La spesa complessiva dei lavori è superiore agli 8 milioni di euro e il Comune ha deciso di candidare il progetto al bando, promosso con decreto del Consiglio dei Ministri, per la richiesta di contributi in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di
fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.

L’edificio dell’ex Cottolengo, che si sviluppa su cinque livelli e possiede una superficie complessiva di circa 3900 metri quadri, è inutilizzato e abbandonato dal 1980 e negli anni è stato esposto ad atti di vandalismo e si trova in stato di forte degrado.

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L’idea dell’Amministrazione è quella di trasformare la struttura in un polo di formazione e in una cittadella dell’artigianato con particolare riferimento alla falegnameria, all’agricoltura e alla ceramica.

“Contemporaneamente potrebbero essere realizzati spazi aggregativi e di
accoglienza per studenti italiani provenienti da altre regioni e addirittura di altre
nazionalità, senza trascurare la possibilità di coinvolgere giovani o adulti mediante forme
di cooperazione internazionale –
interviene la vicesindaca Maria Grazia MidolliniÉ prioritario offrire ai giovani del nostro Comune nuove opportunità di formazione spendibili nel mondo del lavoro. Vinovo non ha scuole superiori e nemmeno corsi di formazione professionale, pertanto tutti i nostri ragazzi, terminato il primo ciclo d’istruzione migrano verso le città vicine, privando il nostro Comune di grandi opportunità e i nostri giovani di importanti occasioni di socializzazione, di confronto, di partecipazione e di affezione al proprio territorio“.

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