Aria a Carmagnola, i dati aggiornati del nuovo rapporto Arpa

387

L’Arpa Piemonte ha pubblicato i dati aggiornati, riferiti all’anno solare 2020, relativi alla qualità dell’aria a Carmagnola e nel Torinese: uno scenario tra luci e ombre.

aria a carmagnola
Uno dei grafici presenti nel rapporto Arpa 2020 relativo alla qualità dell’aria nel Torinese, con la misurazione del PM10 a Carmagnola

E’ stato pubblicato ufficialmente il rapporto “Uno sguardo all’aria 2020” di Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino, contenente anche i dati relativi al monitoraggio dei principali inquinanti atmosferici a Carmagnola.

Le misurazioni sono state effettuate direttamente dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale nella centralina fissa di piazza I maggio, nei pressi dell’ospedale, che rileva PM10 (polveri sottili), NOx (ossidi di azoto) e altri inquinanti, tra cui il Benzo(a)pirene.

Il rapporto presenta un mix di luci e ombre, con una lieve tendenza al miglioramento imputabile in parte ai mesi di lockdown della primavera e dell’autunno dello scorso anno, in concomitanza ai picchi della pandemia da Covid-19.

L’inquinamento uccide e riduce l’aspettativa di vita dai 2 ai 5 anni

Per quanto riguarda il PM10, le cosiddette “polveri sottili”, si registra un trend positivo della media annuale, calata a 30 microgrammi per metro cubo (il limite di rischio per la salute è di 40), quattro in meno del 2019 e in discesa costante dal 2017, quando aveva superato la soglia.

Il dato pone comunque ancora Carmagnola tra i Comuni più inquinati del Piemonte, primo al pari con Collegno se si escludono le centraline di rilevazione presenti all’interno di Torino.
Tra le località monitorate dall’Arpa Piemonte vi è anche Vinovo, dove è stata registrata una media annua di 21 microgrammi/metro cubo.

Tornando a Carmagnola, non vi è stato nessun superamento, in tutto l’anno, per quanto riguarda la concentrazione massima oraria, dove il valore limite è di 200 microgrammi al metro cubo: l’ultimo sforamento di questo parametro risale al 2016, mentre nel 2012 se ne erano registrati ben sette.

Inquinamento, la classifica dei Paesi che hanno emesso più CO2 dal 1850 a oggi

Resta invece negativo il dato legato agli sforamenti giornalieri, che per legge non dovrebbero essere più di 35 in dodici mesi. La centralina carmagnolese, nel 2020, ne ha invece registrati ben 81, una delle situazioni più difficili insieme a Collegno (85) e Settimo Torinese (83).

Un valore peraltro che risulta essere anche in aumento rispetto quanto registrato nel 2018 e nel 2019 (69 sforamenti ogni anno), seppur fortunatamente ancora lontano dai picchi di 122 del 2017 e 137 nel 2012.

Nell’ultimo decennio (2011-2020), comunque, Carmagnola non è mai riuscita a rientrare al di sotto dei parametri di legge per quanto riguarda i superamenti massimi giornalieri di concentrazione del PM10.

Qualità dell’aria in miglioramento a Carmagnola nel 2021? “Effetto Covid”

Più del Covid, in questo caso, hanno potuto le condizioni atmosferiche invernali e il riscaldamento domestico: “Le concentrazioni maggiori si sono misurate in inverno, periodo in cui si aggiungono le emissioni degli impianti di riscaldamento e contemporaneamente si verificano le condizioni meteorologiche più sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti -conferma il rapporto Arpa- Nel 2020 i mesi più critici sono stati i molto siccitosi gennaio, febbraio e novembre“.

Restano invece nella media regionale gli altri parametri carmagnolesi, a partire dalla concentrazione di inquinanti quali arsenico (0,7 ng/m3), cadmio (0,1 ng/m3), nichel (1,8 ng/m3) e piombo (0,004 microgrammi/m3). Sotto i limiti di allerta, e abbastanza stabili negli anni, anche la presenza di Benzo(a)pirene nel particolato.

Inquinamento atmosferico, quanto costa economicamente ai cittadini?

L’analisi dei dati di qualità dell’aria rilevati nel 2020 offre spunti di riflessione interessanti per gli effetti positivi dovuti alla riduzione delle emissioni dei settori traffico e industria durante i periodi di lockdown, contrastati da una meteorologia particolarmente sfavorevole alla dispersione degli inquinanti -riassumono dall’Arpa- Il confronto con gli anni più recenti (2018 e 2019) evidenzia che le condizioni meteo-climatiche del 2020 hanno inciso negativamente sui valori di PM10 e che la riduzione delle attività antropiche, dovuta alle misure di contenimento del Covid-19, non è stata sufficiente a compensare gli effetti
della meteorologia su questo inquinante“.

Un esame più circostanziato, anche a livello generale nel Torinese, evidenzia comunque che i dati del 2020 sono significativamente migliori rispetto a quelli del 2017. “Le serie storiche degli inquinanti, al netto delle condizioni meteo dispersive, certificano l’efficacia delle misure di risanamento adottate nel corso degli anni e evidenziano che la riduzione delle emissioni di carattere straordinario avvenuta nel 2020 ha avuto effetti positivi sulla qualità dell’aria -concludono dall’Agenzia regionale- Occorre ancora insistere con determinazione nelle azioni di miglioramento della qualità dell’aria e cercare di capitalizzare in termini ambientali la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera, forse l’unico aspetto positivo di questo terribile periodo di pandemia“.

COP26 accordo finale, cosa è stato deciso sul clima a Glasgow