Asl TO5, il racconto delle volontarie del Servizio Civile

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L’Asl TO5 ha avviato i progetti di Servizio Civile Universale all’interno delle proprie strutture: il racconto delle giovani volontarie, tra cui le carmagnolesi Chiara Furina e Francesca Diana.

servizio civile Asl to5
Sono cinque, al momento, le giovani volontarie che stanno svolgendo il Servizio Civile Universale all’interno di diverse strutture dell’Asl TO5, tra cui l’Oncologia e il Serd di Carmagnola

L’Asl TO5 accoglie volontari e volontarie del Servizio Civile Universale, in collaborazione con la Città metropolitana di Torino, all’interno del progetto “La partecipazione come cura”: sette le persone finora coinvolte (due di loro nel corso del servizio hanno interrotto per avviare un’esperienza lavorativa) presso i Dipartimenti di Salute mentale e delle Dipendenze, il Servizio di Psicologia e all’ospedale di Carmagnola, nel dipartimento di Oncologia.

I destinatari sono le persone che accedono ai servizi specifici, le loro famiglie e il contesto di appartenenza -spiegano dall’Azienda sanitaria- La fragilità che accomuna gli utenti a cui il progetto si rivolge, seppur declinata in modo eterogeneo a seconda della patologia che li affligge, li pone in una posizione di relativo svantaggio nell’accesso sia ad altre realtà socio-sanitarie, sia a molteplici opportunità offerte dal territorio“.

Qui entrano in gioco i volontari del Servizio Civile, che si occupano di supportare gli utenti, dando loro informazioni e aiutandoli a mettersi in contatto con i vari interlocutori e, se necessario, accompagnandoli nelle sedi ove sono ubicati i diversi servizi sanitari.

Ad affiancarli vi sono gli Operatori Locali di Progetto, con scopi formativi: si tratta di Maria Teresa Civiero, Alessandro Marengo, Nadia Tamagnone, Barbara Scarafia e Marta Lescio; Daniela Toaldo è la responsabile.

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La parola alle volontarie del Servizio Civile

Chiara Furina, studentessa carmagnolese di 24 anni, dopo il diploma superiore in Finanza e Marketing, ha scelto di lavorare nel servizio di Oncologia del San Lorenzo. “L’idea di iniziare un percorso di servizio civile, soprattutto in questo ambito sanitario, in particolar modo in Day Hospital Oncologico, è stata spinta dalla voglia di intraprendere un’esperienza diversa, arricchendo le mie competenze e conoscenze -spiega- In reparto mi occupo di fare triage ai pazienti, di collocarli nelle diverse stanze in base alle loro attività giornaliere, oltre a portare avanti dei progetti che finalizzano il sostegno e l’assistenza di ogni utente in base alle diverse necessità, attraverso le risorse del territorio. Quest’iniziativa credo sia la maniera più corretta ed efficiente per far entrare nel mondo del lavoro molti giovani come noi, con competenze e professioni differenti ma con molta curiosità di ampliare nuovi orizzonti. Consiglio vivamente questo percorso professionale e a tratti “personale” a tutti coloro che sentono il bisogno di capire quale strada percorrere nella propria vita”.

Carmagnolese anche Francesca Diana, studentessa di 20 anni: “Ho scelto di fare un’esperienza totalmente differente dal mio ambito di studi (accoglienza turistica) perché volevo mettermi in gioco in un mondo differente, che potrei approfondire in futuro iscrivendomi a un corso di laurea attinente -racconta- All’interno del Serd di Carmagnola svolgo attività di back office, accoglienza, triage e rispondo alle telefonate dei pazienti Inoltre, partecipo alla realizzazione e attuazione di progetti all’interno delle scuole in cui facciamo prevenzione e diamo informazioni sul servizio”.

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Federica Attavanti e Camilla Miglioretti stanno svolgendo servizio civile al Centro di Salute mentale di Chieri. “In questo servizio originariamente ci saremmo dovute occupare di affiancare gli educatori all’interno del Centro Diurno che momentaneamente è chiuso per l’emergenza pandemica –raccontano le due volontarie- Pertanto, ora ci occupiamo di differenti attività sia presso il servizio di Psichiatria che quello di Psicologia: accoglienza all’ingresso, attività con i pazienti, supporto agli operatori in attività di tipo amministrativo/organizzativo. Il target di utenza con cui ci interfacciamo va dai 18 ai 65 anni; attualmente seguiamo quasi del tutto in autonomia quattro pazienti, con un’età media di 45 anni, con i quali svolgiamo attività di tipo risocializzanti, motorie e di gestione della vita quotidiana”.

Eleonora Fasano, laureata in Psicologia e da pochi mesi abilitata alla professione. Ha pensato che svolgere un anno come civilista al Centro di Salute mentale di Moncalieri “in modo da poter arricchire la mia esperienza come psicologa, essendo in linea con il mio percorso universitario e avere la possibilità, in futuro, di inserirmi direttamente nel contesto della sanità pubblica”. Si occupa della mappatura dei servizi del territorio di tipo lavorativo, formativo, attività per il tempo libero e altre risorse utili per il paziente. “Lo scopo è quello di ampliare le informazioni a disposizione dell’utenza e l’accessibilità ai servizi utili e presenti sul territorio. Mi occupo anche di assistenza e supporto di tipo digitale per quanto riguardo lo Spid e per le pratiche online. Inoltre, appena sarà compatibile con le norme Covid-19, l’idea è quella di affiancare il personale nelle attività nei gruppi dei centri diurni”.

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