Bonus Spesa: tutti i fondi nazionali destinati ai Comuni del Carmagnolese

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In arrivo circa 650 mila euro nei Comuni del Carmagnolese per il “Bonus Spesa” istituito dal Governo Conte per l’acquisto di generi di prima necessità durante l’emergenza Coronavirus.

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In arrivo dal Governo ai Comuni i fondi del Bonus Spesa, come previsto dal DPCM del 28 marzo 2020

Con un’ordinanza, a firma del capo del Dipartimento di Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli, il Governo ha definito la ripartizione dei fondi del cosiddetto “Bonus Spesa” sul territorio nazionale, destinando complessivamente quasi 650 mila euro ai Comuni dell’area Carmagnolese per azioni di sostegno alle persone in maggiore difficoltà durante l’emergenza COVID-19 a partire dall’acquisto di generi di prima necessità.

Oltre ai circa 170 mila euro destinati a Carmagnola, queste le altre somme destinate dal Governo ai Comuni dell’area Carmagnolese:

  • Caramagna Piemonte 17.446,97 euro
  • Carignano 50.921,96 euro
  • Casalgrasso 8.336,46 euro
  • Castagnole Piemonte 12.803,36 euro
  • Ceresole d’Alba 11.800,72 euro
  • La Loggia 46.897,64 euro
  • Lombriasco 6.003,45 euro
  • Osasio 4.861,53 euro
  • Pancalieri 12.931,76 euro
  • Piobesi Torinese 20.438,14 euro
  • Poirino 60.693,52 euro
  • Polonghera 6.799,67 euro
  • Pralormo 11.039,88 euro
  • Racconigi 57.732,72 euro
  • Sanfrè 17.464,86 euro
  • Santena 61.103,44 euro
  • Sommariva del Bosco 39.016,16 euro
  • Villastellone 25.502,79 euro

Le risorse stanziate dal Governo per affrontare questa emergenza -400 milioni a livello nazionale- sono state distribuite all’80% in base alla popolazione residente e per il restante 20% per il reddito medio comunale rispetto a quello nazionale.

Scrivono da Roma: “I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei beni, possono avvalersi degli enti del Terzo Settore. In particolare, nell’individuazione dei fabbisogni alimentari, possono coordinarsi con gli enti attivi nella distribuzione alimentare. Per le attività connesse alla distribuzione alimentare non sono disposte restrizioni agli spostamenti del personale degli enti del Terzo settore e dei volontari coinvolti“.

L’attuazione pratica della misura in ciascun Comune è in capo ai vari Uffici per i servizi sociali, che individua la platea dei beneficiari e il relativo contributo da distribuire tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza Covid-19 e tra
quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.