Don Marco Casanova termina l’incarico alle Scuole Salesiane di Lombriasco

1295

Don Marco Casanova, direttore delle Scuole Salesiane di Lombriasco dal 2015, racconta gli ultimi sei anni dell’Istituto, tra obiettivi raggiunti e difficoltà, in occasione della fine del suo incarico.

Don Marco Casanova, direttore uscente dei Salesiani di Lombriasco
Don Marco Casanova, direttore uscente dei Salesiani di Lombriasco

Dopo sei anni alla direzione delle Scuole Salesiane di Lombriasco, don Marco Casanova terminerà il suo incarico. “Il Carmagnolese” lo ha intervistato, per approfondire l’evoluzione dell’Istituto dal 2015 a oggi, sotto la sua guida.

Quando ha iniziato il suo lavoro a Lombriasco?
Sono stato a Lombriasco dal 2001 al 2011 come parroco del paese e come insegnante, poi ho lavorato in una struttura nel biellese e sono tornato nel 2015 come direttore delle Scuole Salesiane. Sento una grande affinità con questo istituto perché ho una formazione da perito agrario e questo periodo mi ha permesso di approfondire un ambito che mi appassiona molto. 

Com’è cambiata la scuola in questi sei anni?
Durante il mio primo anno come direttore era presente nella scuola anche un istituto tecnico per geometri, che è stato chiuso a causa delle esigue iscrizioni; dopo questa esperienza abbiamo deciso di specializzarci sempre di più nel settore agroalimentare. Penso che quello agrario sia un ambito di formazione molto attuale, anche per quanto riguarda l’attenzione a uno sviluppo più sostenibile e rispettoso del creato. Numerosi sono i progetti che abbiamo portato avanti in questi anni: la fiera agroalimentare con gli ex allievi, l’orto di agricoltura sinergica, gli scambi formativi e culturali con le scuole agrarie di altre nazioni, il progetto di apicoltura e quello di elicicoltura. Si è poi andato sempre più intensificando il rapporto tra l’istituto e gli ex allievi: molti dei nostri insegnanti hanno frequentato la scuola qui e anche coloro che gestiscono la maggior parte delle attività laboratoriali e di approfondimento, che negli ultimi anni a causa della pandemia si sono necessariamente ridotte, sono ex allievi. 

Un progetto di apicoltura per gli studenti dell’Istituto agrario di Lombriasco

Com’è stato gestire l’emergenza sanitaria?
Abbiamo vissuto parte di questi anni in maniera del tutto particolare e la tentazione sarebbe quella di parlare di rinunce, tagli e limitazioni per la comunità educativa. Credo però che l’atteggiamento cristiano della speranza ci inviti a guardare indietro, trovando comunque nei mesi passati motivi per ringraziare, segnali di vita e momenti di impegno intenso. Ringrazio gli insegnanti che si sono adoperati per rendere questo periodo il migliore possibile per gli studenti, creando anche iniziative come il “Cortile digitale“, per fare ricreazione tutti insieme nonostante la didattica a distanza. Resta il fatto però che la forza della scuola salesiana sono tutti quei momenti extra didattici, che richiedono la presenza degli alunni e rendono l’istituto un luogo di scambio oltre che di apprendimento. 

Cosa pensa di aver lasciato alla scuola e cosa invece le hanno lasciato questi sei anni dal punto di vista professionale e umano?
Come ho accennato prima, essendo io un perito agrario, questa scuola mi ha dato la possibilità di lavorare nel mio settore e approfondire una realtà che è molto cambiata negli anni. Poi chiaramente mi porterò nella mente e nel cuore tutte le persone che ho incontrato in questi anni; ho sempre trovato pieno sostegno e collaborazione da parte del personale e dei docenti. Ho avuto la possibilità di guidare e orientare un percorso di sempre maggior coinvolgimento dei laici all’interno dell’istituto e di valorizzare i rapporti con gli ex allievi, un capitale umano inestimabile che sostiene la scuola. Finisco questo incarico con la certezza che, con l’appoggio di tutta la comunità salesiana, il nuovo direttore potrà proseguire e intensificare questo cammino

Eduscopio 2020: la scuola agraria di Lombriasco è la migliore del Torinese