Mappatura del Dna dei cani a Carmagnola, Pampaloni difende la scelta

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L’assessore Massimiliano Pampaloni risponde alle domande poste da Azione in Consiglio comunale sui costi della mappatura del Dna dei cani a Carmagnola.

mappatura del Dna dei cani a Carmagnola
La mappatura del Dna dei cani a Carmagnola è obbligatoria dal 2019, anche se la pandemia ha rallentato il progetto ideato dall’assessore Pampaloni [immagine di repertorio]
La mappatura del Dna dei cani a Carmagnola è tornata tra gli argomenti in discussione nel Consiglio comunale cittadino, con l’assessore all’igiene urbana, Massimiliano Pampaloni, che ha risposto a un’interrogazione presentata da Azione.

«Quanto è stato speso?» era la domanda-cardine del documento, presentato dal capogruppo Roberto Frappampina.

«Dal 2019 a oggi il Comune ha investito in questo progetto poco più di 57 mila euro, di cui 40 mila per le spese legate alla convenzione con l’Istituto zooprofilattico del Piemonte, oltre al rimborso dei costi dei veterinari, 1000 euro per materiali pubblicitari e altrettanti per le recenti lettere di sollecito -ha snocciolato l’assessore- A questo, da qui in poi, potrebbe al massimo aggiungersi qualche migliaio di euro, per un’operazione senza precedenti e oggi copiata in tutta Italia».

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I centristi chiedevano anche di sapere il numero di segnalazioni pervenute all’URP comunale e chiedevano conto del trattamento differente tra i cani dei carmagnolesi (censiti) e quelli provenienti da altri paesi, ad esempio in occasione di manifestazioni di grande richiamo come la Fiera primaverile.

«Le segnalazioni ufficiali sono nell’ordine di qualche decina, ma penso che non occorra questo dato per dimostrare la presenza di deiezioni canine sul nostro territorio comunale -ha proseguito Pampaloni- Per quanto riguarda le manifestazioni, può capitare che in 3-4 occasioni all’anno qualcuno venga da fuori con i cani, ma non è un dato significativo».

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In chiusura al proprio intervento, l’assessore carmagnolese ha preso atto della sollecitazione da parte del gruppo di opposizione affinché l’operazione-Dna venga estesa a livello regionale.

«In verità esiste già un atto in tal senso, votato in Consiglio comunale dalla maggioranza, risalente al 2019, e mi auguro che possa essere accolto in Regione al più presto -ha concluso Pampaloni- Ricordiamo che stiamo parlando di un’operazione che è stata fortemente rallentata dal Covid ma che, nonostante questo, sono in costante crescita i Comuni piemontesi, e non solo, che stanno seguendo l’esempio di Carmagnola in questa direzione per contrastare il fenomeno delle deiezioni canine».

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