Pubblicata la nuova edizione del report “Pendolaria” di Legambiente, che l’anno scorso aveva bocciato le linee che interessano il nodo ferroviario di Carmagnola: a distanza di 12 mesi, la situazione resta complessa, seppure con qualche miglioramento.

Un anno dopo il precedente allarme lanciato da Legambiente, la situazione delle linee ferroviarie che interessano il nodo di Carmagnola continua a essere complessa: il nuovo rapporto “Pendolaria” conferma infatti che il Sistema Ferroviario Regionale e Metropolitano di Torino resta tra le 10 tratte più problematiche di tutta Italia, ancora alle prese con ritardi, disservizi e criticità nonché con interventi infrastrutturali diffusi che, pur essendo finalizzati al potenziamento della rete, incidono sulla quotidianità dei pendolari carmagnolesi che utilizzano il treno.
Il report dell’Associazione ambientalista descrive un quadro in cui «i numerosi cantieri in corso generano ritardi, cancellazioni e sostituzioni con autobus, condizionando negativamente la mobilità degli utenti».
E ai problemi temporanei si sommano quelli cronici: passaggi a livello malfunzionanti, convogli logori trasferiti da altre regioni, materiale rotabile obsoleto e banchine inadeguate per le persone con ridotta mobilità: una criticità, quest’ultima, che riguarda anche la stazione carmagnolese e già evidenziata in passato.
A differenza del precedente report, le linee che toccano la città non risultano essere tra le peggiori in assoluto, ma restano comunque problematiche. La SFM4 Alba-Ciriè e la SFM7 Fossano-Germagnano, mostrano infatti qualche miglioramento nell’ultimo anno, ma «permangono disfunzioni frequenti e incompatibili con un servizio moderno ed efficiente», secondo il documento.
Sul fronte regionale, il quadro è ancora più complesso lungo la direttrice Torino-Savona, indicata come una delle tratte maggiormente in sofferenza per puntualità ed efficienza: una criticità che si ripercuote anche sui collegamenti tra Carmagnola e il nodo torinese e, di riflesso, verso la Liguria.
Leggermente migliore la situazione della Torino-Cuneo, pur con «ampi margini di miglioramento» in termini di regolarità e affidabilità.
Il nuovo Pendolaria evidenzia poi come, nonostante l’arrivo di nuovi treni Pop e Rock previsto entro il 2026, la sostituzione completa del materiale circolante non sarà possibile e molte criticità rimarranno irrisolte, specie nelle fasce più periferiche della rete.
Oltre ai ritardi e alle soppressioni -che per gli utenti «portano spesso all’esasperazione»- Legambiente rimarca un tema di diritti e accessibilità: «la carenza di trasporto pubblico sta diventando un drammatico fattore di esclusione sociale», commenta Roberto Scacchi, referente nazionale sul tema, sottolineando come ciò impatti su lavoro, studio e qualità della vita.












































