Si avvicina il Distretto del Cibo carmagnolese e chierese

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Il Comune di Carmagnola approva il protocollo di intesa per il Distretto del cibo carmagnolese e chierese, che valorizzerà le produzioni agro-alimentari del territorio.

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Il Distretto del Cibo carmagnolese e chierese valorizzerà le produzioni agro-alimentari del territorio (foto di Raffaele Sergi – Wikimedia Commons)

La Giunta Gaveglio ha dato il proprio “via libera” al futuro Distretto del cibo del Chierese e del Carmagnolese, approvando la bozza del protocollo di intesa tra i Comuni interessati.

Tanti gli obiettivi che si pone il Distretto: promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agro-alimentari.

Come capofila del progetto è stata scelta la città di Santena, per la sua posizione baricentrica all’interno dell’area omogenea chierese –carmagnolese: dovrà coordinare la redazione del dossier di candidatura in Regione e predisporre gli atti necessari per la creazione del Distretto.

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Al momento, è stata prevista una quota di 8 centesimi ad abitante, per garantire le risorse economiche a coprire le spese del notaio e delle spese tecniche necessarie al processo di costituzione: Carmagnola ha quindi stanziato 2.329 euro, su un totale di circa 11 mila.

Si è anche deciso di avviare due Tavoli di lavoro: uno che si occuperà degli aspetti legali (forma giuridica da adottare, individuazione e funzionamento degli organi previsti dal regolamento regionale) e un altro tecnico-operativo, per la redazione dell’accordo e del piano di Distretto

«È previsto il coinvolgimento di associazioni di categoria, di volontari e professionisti, di fondazioni, di consorzi ed altri Enti, al fine di rappresentare all’interno di questo percorso tutte le eccellenze territoriali edacquisire, altresì, le professionalità e le competenze imprescindibili per la concessione del riconoscimento», spiegano dal Comune.

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