Una donna di Carmagnola ha sventato la cosiddetta “truffa del falso carabiniere”, permettendo l’arresto in flagranza del presunto colpevole.

È accaduto in agosto a Carmagnola, dove una donna di 63 anni ha ricevuto la chiamata di un uomo che si è spacciato per un carabiniere. Il falso militare le avrebbe raccontato che l’automobile della famiglia era stata utilizzata per commettere alcuni furti e che sarebbero quindi stati necessari ulteriori accertamenti.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’obiettivo era quello di convincere i coniugi a consegnare tutti i monili in oro a un presunto “collega”, che si sarebbe presentato poco dopo a casa per confrontarli con la refurtiva e verificare che non provenissero dai furti.
Per rendere più credibile il piano, il finto carabiniere avrebbe inoltre invitato la donna a far allontanare il marito, di 68 anni, con il pretesto di mandarlo in caserma a Carignano per ulteriori verifiche sull’autovettura. Rimasta sola, la 63enne avrebbe quindi dovuto attendere l’arrivo del falso militare e consegnargli i gioielli.
La donna, però, ha sospettato che qualcosa non tornasse e ha chiesto aiuto alla cognata, che abita nelle vicinanze. Dal proprio telefono, infatti, non riusciva a contattare il numero unico di emergenza 112. Una circostanza che, secondo quanto riferito dai Carabinieri, potrebbe essere stata collegata al piano messo in atto dai truffatori.
La chiamata ai soccorsi ha consentito alla Centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Moncalieri di intervenire mentre il tentativo di truffa era ancora in corso: in pochi minuti è stata inviata sul posto una pattuglia della Stazione di Vinovo, che ha trovato nell’abitazione un giovane di 19 anni, indicato come il presunto falso Carabiniere incaricato di ritirare i monili.
Il giovane è stato quindi arrestato in flagranza per tentata truffa aggravata in concorso, in attesa del rito direttissimo, su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Asti. Proseguono gli accertamenti per chiarire il ruolo di eventuali complici, a partire dalla persona che avrebbe effettuato la telefonata.
I Carabinieri ricordano ancora una volta che le Forze dell’Ordine non chiedono mai di consegnare denaro, gioielli o altri beni per effettuare controlli o verifiche su presunte indagini. In caso di telefonate sospette è quindi importante interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112.
Il provvedimento nei confronti dell’indagato è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e nei suoi confronti vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.









































