Concessioni, numeri e impatto sulle regioni italiane: la riforma del gioco terrestre entra nel vivo
Il riordino del gioco fisico si prepara a rivoluzionare il settore dell’azzardo in Italia. E promette di farlo non solo sul piano normativo, ma anche su quello economico.
Stando a quanto si legge su SlotMania, infatti, il Governo potrebbe incassare almeno 1,8 miliardi di euro grazie alla messa a bando di scommesse, slot, Vlt e bingo. I numeri previsti per la nuova procedura sono particolarmente rilevanti: asta di 200 mila diritti per slot e Vlt suddivisi in 50 lotti, che includerà 4.000 slot, 900 Vlt, circa 800 punti vendita per le slot e 90 sale specializzate. La base d’asta per ciascun lotto? 25 milioni di euro, con gara al rialzo.
Numeri importanti quelli riportati da SlotMAnia, che coinvolgono anche il settore delle scommesse terrestri: il bando dovrebbe prevedere 10.000 diritti complessivi, sostanzialmente gli stessi punti attuali sul territorio. I diritti, invece, saranno organizzati in blocchi da 25, senza distinzione tra agenzie e corner, con un valore singolo di oltre 50 mila euro e una base d’asta da 1 milione e 250 mila euro. Diverso invece il caso di slot e Vlt, dove i blocchi comprenderanno 4.000 diritti slot e 800 diritti Vlt insieme ai negozi collegati, distinti tra punti solo AWP e punti AWP più Vlt. Anche in questo caso la base d’asta sarà di circa 25 milioni per blocco. Numeri minori per il segmento del bingo: 210 sale con offerte al rialzo e base d’asta fissata a 350.000 euro.
E’ interessante, a questo punto, studiare la nuova geografia del gambling nazionale: quasi 250 mila le slot installate, sparse per 50 mila esercizi. Molte di meno le VLT, che si fermano intorno ai 54 mila, in 4.400 sale. A guidare la classifica è la la Lombardia con oltre 40.700 slot e più di 10.300 Vlt. Seguono Campania, Veneto e il gruppo formato da Puglia, Basilicata e Molise. L’Emilia-Romagna si colloca tra le regioni con maggiore presenza di apparecchi, mentre Trentino-Alto Adige e Sardegna risultano tra i territori con numeri più contenuti.
La nostra regione, invece, emerge soprattutto per il giro d’affari: 2024 si sono giocati oltre 9 miliardi e 501 milioni di euro, di cui 4,25 miliardi nel gioco fisico e 5,251 miliardi nel gioco telematico. La spesa media regionale è stata pari a 2.232 euro annui per abitante, un dato che include l’intera popolazione, pur ricordando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Dal punto di vista territoriale emerge poi il peso del capoluogo: Torino è la provincia dove si gioca di più con oltre 2,17 miliardi di euro. Seguono Alessandria con circa 278 milioni, Novara con oltre 253 milioni e Asti con circa 224 milioni.
Numeri che non possono di certo passare inosservati e che confermano quanto gli esperti del settore già sapevano: il comparto gambling, in Italia, è sempre più centrale.










































