Poirino lascia ufficialmente il Consorzio sociale del chierese: acceso dibattito in Consiglio comunale

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Il Consiglio comunale di Poirino ha ufficializzato la decisione di uscire dal Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Chierese. Voti contrari della minoranza.

Il Consiglio comunale di Poirino del 10 giugno

Dal 1 gennaio 2028 il Comune di Poirino lascerà, dopo oltre 25 anni, il Consorzio per i Servizi Socio Assistenziali del Chierese a favore del Cisa31 di Carmagnola. La decisione è stata presa nel corso di un dibattuto Consiglio comunale, che ha visto i voti contrari del gruppo di minoranza.

Ad aprire la discussione è stato il sindaco Nicholas Padalino, che ha motivato la scelta facendo un excursus sulle criticità del Consorzio chierese, che negli anni avrebbero causato problemi nell’erogazione dei servizi sociali sul territorio: dichiarazioni contrastanti sullo stato dei conti, carenze di personale, temporanea assenza di un’assistente sociale a Poirino e alcuni episodi di mancata presenza del personale consortile in occasione di appuntamenti già fissati con utenti fragili, oltre a ritardi nell’informazione ai Comuni consorziati.

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Particolare attenzione è stata data alla complessa procedura che ha portato all’assunzione del nuovo direttore. Sono stati negli anni pubblicati due distinti bandi: il primo per un incarico a tempo determinato e il secondo per un incarico a tempo indeterminato. Il candidato risultato vincitore del primo bando è stato nominato direttore, ma ha successivamente rassegnato le proprie dimissioni. In seguito, è stato indetto il secondo concorso, al termine del quale lo stesso candidato è risultato nuovamente vincitore, ottenendo questa volta l’incarico a tempo indeterminato. Sulla gestione della procedura si è registrata una divergenza di vedute tra il sindaco Padalino e gli altri sindaci del consorzio: secondo lui infatti anziché procedere con la pubblicazione di un secondo bando, sarebbe stato più opportuno attingere alla graduatoria già formata con il primo concorso.

In quel momento il Consorzio aveva bisogno di stabilità e questa non è stata data“, ha dichiarato Padalino.

Sul piano economico il sindaco ha evidenziato che attualmente il Comune versa al Consorzio circa 420.000 euro l’anno, pari a circa 41 euro per abitante, mentre l’adesione al Cisa31 di Carmagnola comporterebbe una spesa di circa 29 euro per abitante, questo porterebbe un risparmio di circa 120.000 euro annui, che potrebbero essere investiti direttamente dal Comune in servizi sociali.

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Vogliamo garantire fin da ora alla comunità che il passaggio comporterà disagi minimi per i cittadini“, ha concluso Padalino.

Per spiegare le ragioni del voto contrario della minoranza è intervenuto invece il consigliere Marco Sisca, che ha aperto il suo discorso lamentando la poca trasparenza e condivisione della decisione da parte dell’Amministrazione.

Ci sono stati diversi incontri con il Cisa31 e la minoranza non è stata assolutamente coinvolta -ha spiegato Sisca- Inoltre, secondo la nostra opinione, prima di prendere una decisione del genere sarebbe stata necessaria una più approfondita analisi comparativa tra i due consorzi“.

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Il consigliere Sisca ha quindi illustrato alcune criticità che, secondo la minoranza, potrebbero emergere con il passaggio al nuovo consorzio.

Tra gli aspetti evidenziati figura il rapporto con l’ASL: il Consorzio del Chierese opera in stretta collaborazione con l’azienda sanitaria, ricevendo oltre 1,7 milioni di euro per la gestione delle situazioni in cui il disagio sociale si intreccia con problematiche sanitarie. Nel Cisa 31 di Carmagnola, invece, il contributo dell’ASL ammonterebbe a circa 37 mila euro. Per la minoranza, questa differenza potrebbe tradursi in un minore supporto alle famiglie chiamate ad assistere persone affette da patologie croniche o con gravi disabilità.

Un secondo elemento riguarda gli investimenti nelle strutture residenziali e protette destinate alle persone non autosufficienti. Il Consorzio del Chierese destina a questo settore oltre 1,5 milioni di euro, mentre il Cisa 31 prevede una spesa di soli 27 mila euro.

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Il Consigliere Sisca ha inoltre posto l’attenzione sull’organizzazione dei servizi educativi: nel Chierese operano dieci educatori dipendenti del Consorzio, mentre nel Cisa 31 il servizio sarebbe affidato interamente a cooperative esterne. Una scelta che potrebbe incidere sulla continuità educativa e sulla presenza di figure di riferimento stabili per gli utenti e le loro famiglie.

Infine, Sisca ha sottolineato le differenze sul piano economico-finanziario: il passaggio avverrebbe infatti da un ente con un bilancio di circa 11 milioni di euro a un consorzio che dispone di risorse pari a circa 4,9 milioni. Inoltre, il Cisa 31 a Carmagnola dipende per quasi metà del suo bilancio dai fondi regionali: questo potrebbe esporre il sistema a numerose difficoltà in caso di ritardo nell’erogazione dei fondi.

La maggioranza ha scelto un risparmio immediato sulle quote pro capite (circa 120.000 euro), ma noi crediamo che la sicurezza e la qualità dei servizi per i nostri anziani, i nostri disabili e i nostri giovani valgano molto di più di qualche euro in meno in bilancio.
Noi siamo per un sociale che protegge, non per un sociale che risparmia“, ha concluso il consigliere.

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