Si è svolta nei giorni scorsi una seduta del Consiglio comunale di Vinovo: la votazione della variazione di bilancio ha portato i consiglieri di opposizione e quelli del gruppo fuoriuscito dalla maggioranza Vinovo al Centro ad abbandonare l’aula, bloccando i lavori.

L’ultima seduta del Consiglio comunale di Vinovo ha segnato un punto di frattura evidente all’interno della maggioranza attualmente in carica: il gruppo “Vinovo al Centro”, nato dalla recente fuoriuscita da “Uniamo Vinovo”, ha scelto di non sostenere la variazione di bilancio portata in aula, determinando di fatto il blocco dei lavori consiliari. La variazione prevedeva un anticipo di cassa per i lavori sulla scuola Gramsci e altri interventi.
Tale decisione ha immediatamente generato tensioni politiche e accuse, con interpretazioni profondamente divergenti sulle responsabilità e sulle ragioni del mancato voto.
Secondo la versione del gruppo Uniamo Vinovo, la variazione era pronta, documentata e condivisa, e il gruppo era determinato ad approvarla. A mancare, sostengono, non sarebbero stati gli atti né le risposte tecniche, ma la volontà politica di una parte della maggioranza, che avrebbe scelto deliberatamente di fermare il paese. Una scelta che “avrà conseguenze dirette sui cittadini: cantieri che si bloccano, opere che slittano, risorse pubbliche già impegnate che rischiano di andare perdute“. In questa prospettiva, il voto mancato non sarebbe un incidente, ma una decisione consapevole che dà priorità a dinamiche interne piuttosto che all’interesse collettivo.
La replica di “Vinovo al Centro” ribalta completamente la narrazione. Il gruppo respinge le accuse e denuncia un tentativo dell’Amministrazione di trovare un capro espiatorio nella propria stessa maggioranza per coprire ritardi e mancanze organizzative. Il caso della scuola Gramsci diventa così il fulcro dello scontro.
“Far parte della maggioranza non significa firmare assegni in bianco o rinunciare al dovere di controllo. Sia chiaro un punto fermo: nessuno ha mai messo in discussione la necessità di completare gli interventi sulla scuola Gramsci e garantire la massima sicurezza a studenti, famiglie e personale scolastico. Proprio perché siamo una forza di maggioranza seria e responsabile, riteniamo che ogni scelta debba essere affrontata con ordine, trasparenza e piena consapevolezza. La vera domanda politica è un’altra: come è possibile che opere dichiarate oggi indispensabili, urgenti e decisive per il regolare utilizzo dell’istituto siano arrivate in Consiglio all’ultimo momento, in un clima di emergenza e pressione politica? Se quegli interventi erano fondamentali, perché chi ha la delega amministrativa non li ha programmati, condivisi e finanziati per tempo?“, commentano da Vinovo al Centro.
Per “Vinovo al Centro” la sicurezza delle scuole non può diventare uno strumento di propaganda o di delegittimazione interna. La responsabilità del mancato numero legale, inoltre, non sarebbe imputabile a un solo gruppo: con l’uscita dall’aula della minoranza e l’assenza di un consigliere, la seduta non avrebbe potuto proseguire comunque.













































