Nasce l’ambulatorio cardio-nefro-metabolico dell’Asl TO5, una nuova frontiera per la cura dei pazienti diabetici ad alta complessità.

L’Asl TO5 compie un passo importante verso la medicina di precisione e l’integrazione territoriale, con particolare attenzione ai pazienti diabetici ad alta complessità, confermando il successo di una sperimentazione avviata lo scorso anno.
Con l’attivazione dell’ambulatorio cardio-nefro-metabolico di II livello, l’Azienda Sanitaria mette infatti a disposizione dei cittadini un modello assistenziale d’avanguardia, dove il paziente non deve più spostarsi tra differenti specialisti, ma trova gli esperti riuniti contemporaneamente in un’unica sede.
Il progetto, in particolare, si rivolge a persone con diabete mellito già in carico all’Asl TO5 che presentano un quadro clinico complesso, caratterizzato dalla concomitanza di patologie cardiache e renali.
L’ambulatorio è situato nella Diabetologia territoriale di Moncalieri e Chieri, con il personale infermieristico che si occupa dell’accoglienza, del supporto all’educazione terapeutica e del monitoraggio, facilitando il dialogo tra i diversi specialisti e il paziente.
L’obiettivo è ottimizzare i percorsi assistenziali per i pazienti affetti da diabete mellito che presentano un profilo clinico complesso a causa di patologie concomitanti.
«Il diabete non è quasi mai una malattia isolata. È il ‘motore’ di una complessità che investe tutto l’organismo, in particolare il cuore e i reni -afferma la dottoressa Roberta Manti, diabetologa- Gestire il paziente separatamente significa vedere solo un pezzo del puzzle. In questo ambulatorio, diabetologo, cardiologo e nefrologo visitano insieme: questo ci permette di decidere in tempo reale la strategia migliore, aumentando l’aderenza del paziente alla terapia e prevenendo complicanze gravi».
L’approccio multidisciplinare ha un importante valore aggiunto per il cuore, come spiega la cardiologa Luisa Formato: «Il rischio cardiovascolare nel paziente diabetico con insufficienza renale è estremamente elevato -sottolinea- L’integrazione ci permette di intervenire precocemente sulla patologia ischemica coronarica con una visione a 360 gradi. Non ci limitiamo a prescrivere un farmaco, ma ‘riconciliamo’ le terapie per evitare interazioni avverse, seguendo le più recenti linee guida sulla sicurezza del paziente. Il confronto con i colleghi diventa prezioso per una decisione completa e condivisa fin dall’inizio».
Soddisfatto il direttore generale, Bruno Osella: «L’attivazione dell’ambulatorio cardio-nefro-metabolico rappresenta un modello concreto di Sanità integrata, offrendo al cittadino una presa in carico più efficace, tempestiva e personalizzata per i pazienti più fragili e complessi».












































