Annunciato il ritiro del progetto di realizzazione di un co-inceneritore in frazione Foresto di Cavallermaggiore, esulta il Comitato per il “No”, che era pronto a raccogliere firme anche nel Carmagnolese.

È stato annunciato nei giorni scorsi il ritiro del progetto per la realizzazione di un co-inceneritore per lo smaltimento di pali delle telecomunicazioni in frazione Foresto di Cavallermaggiore, che da alcuni mesi preoccupava residenti e agricoltori della zona.
Riunitisi nel Comitato No Inceneritore Foresto-Cavallermaggiore, i (tanti) contrari all’insediamento della struttura erano pronti -da metà luglio- a raccogliere firme anche a Carmagnola e dintorni, per sensibilizzare anche la popolazione dell’area sud della Città metropolitana di Torino, dopo aver già interessato Comuni limitrofi come Caramagna e Racconigi.
«Si trattava di un progetto che avrebbe interessato un’area nel raggio di circa 50 chilometri, con potenziali ricadute dannose innanzitutto per la nostra agricoltura», dichiara il portavoce del Comitato, Domenico Francesco Robasto, citando le tante produzioni di qualità del territorio: dalla carne della Razza Bovina Piemontese al peperone di Carmagnola, dagli asparagi di Poirino e Santena fino alla menta di Pancalieri.
«La rinuncia rappresenta anche un importante contributo alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi di pregio presenti, a partire dai siti di interesse comunitario come la Lanca di San Michele di Carmagnola e dalle aree protette del Po che interessano numerosi comuni del basso Torinese, tra cui Lombriasco, Carignano, Carmagnola e Villafranca Piemonte», aggiungono i no-inc in una nota.
Soddisfatti per l’esito della loro lotta, dal Comitato ringraziano ora “tutte le persone che hanno contribuito con impegno, competenza e senso civico a questo importante lavoro di informazione, approfondimento e partecipazione“, rivendicando di aver operato con serietà, trasparenza e spirito costruttivo, promuovendo il confronto pubblico e favorendo una maggiore consapevolezza su una scelta che sarebbe stata destinata ad avere un impatto significativo sul futuro del territorio.
«In questi mesi abbiamo difeso un principio semplice ma fondamentale: il diritto delle Comunità a essere informate, a comprendere le scelte che le riguardano e a partecipare ai processi decisionali che possono incidere sulla loro salute, sull’ambiente e sullo sviluppo del territorio -continua la nota- Non interpretiamo questo esito come una vittoria contro qualcuno, bensì come la dimostrazione concreta di quanto la partecipazione civica possa rappresentare una risorsa preziosa quando viene esercitata con responsabilità, rispetto e spirito di collaborazione».
L’auguro è che, da ora in poi, vi sia un dialogo più sereno e costruttivo. «Le sfide ambientali che interessano il basso Torinese e i Comuni cuneesi confinanti restano infatti rilevanti e richiederanno, anche in futuro, attenzione, confronto e collaborazione tra cittadini, amministrazioni e realtà produttive», sottolineano dal Comitato.
E concludono: «L’impegno e la partecipazione dimostrati in questi mesi costituiscono un patrimonio di consapevolezza e di responsabilità civica che continuerà a rappresentare un valore per il territorio. La tutela del territorio non è una battaglia di parte: è una responsabilità condivisa».



















































