È finalmente tempo di iniziare a parlare di MacBook Pro nuovi in casa Apple e la fine di Ottobre è stato il momento giusto per la compagnia Americana visto che si è presa il tempo necessario per parlare del suo nuovo laptop con processore M6.
A prima vista questo computer altro non sembra che un aggiornamento discreto: il design infatti resta molto simile a quello della generazione precedente, con schermo Liquid Retina XDR e autonomia intorno alle 24 ore di riproduzione video.
Le vere modifiche però si trovano sotto la scocca: il nuovo chip M6 porta con sé CPU e GPU che arrivano fino ad avere dodici core, raddoppiando il numero di Neural Engine e un bel 30% in più di capacità di elaborazione grafica, oltre che velocità nell’elaborazione dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
Dodici core per un chip che cresce con discrezione
La prima grande differenza tra M5 e M6 riguarda il numero di core, passando da 10 core a 12. La ripartizione comprende 2 super core, 4 core prestazionali e 6 di tipo efficient; il potenziamento riguarda anche la GPU, che arriva anch’essa a 12 core integrando in ciascuno un core dedicato di tipo Neural Accelerator, oltre al ray tracing hardware. Ai numeri forniti da Apple si affiancano alcuni esempi concreti, come un rendering fino a 1.3 volte più veloce di Blender con Ray Tracing attivo e una compilazione fino a 1,2 volte più veloce in Xcode.
La memoria unificata parte da 16 GB e può arrivare a 32, con una banda di 170 GB/s contro i 153 del modello precedente e l’archiviazione a questo giro è affidata a un SSD con taglio che va da 1 a 4 TB. Chi vuole più di 32GB di Ram deve cambiare modello e puntare ai Pro e Max, avendo questi le tecnologie necessarie per offrire anche una banda di comunicazione superiore per il throughput interno della macchina.
Il contesto prestazionale rende il nuovo laptop con processore M6 però un vero e proprio fuoriclasse, capace di far girare praticamente qualsiasi cosa senza alcun tipo di problema e rallentamento. Con tutta questa potenza diventerà possibile giocare alla roulette online mentre si starà eseguendo il render di un video in 4K in sottofondo senza avere paura di crash o rallentamenti, complice i ben 12 core con cui lavora il processore.
Lo schermo fa storcere il naso?
Ad aver fatto aggrottare le sopracciglia agli appassionati è lo schermo: il solito pannello
Liquid Retina XDR da 14,2 pollici con risoluzione 3024 x 1964 e 1600 nit di luminosità di picco. L’assenza di tecnologia OLED dallo schermo rende i suoi neri inferiori rispetto il resto Non c’è, tuttavia, alcuna funzione touch a differenza di quanto la concorrenza faccia per un prezzo simile e la cosa non si può perdonare soltanto perché la dotazione di porte input/output è piuttosto completa o perché il monitor è in grado di gestire due monitor esterni con output fino a 6K.
Su alcune cose Apple rimane indietro nel tipo di dotazione che offre ai suoi consumatori: i computer sono perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di chi vuole cercare una buona piattaforma per il casino on line ma lo fa chiedendo un prezzo che il 50% in più di quello che chiede la concorrenza per pari prestazioni.
Allora su questa base sembra meno importante l’arrivo di Apple Intelligence e la presenza di tutti i Neural Engine sui core della GPU: sembra non esserci comunicazione tra i consumatori di Apple e il resto degli appassionati di tecnologia.











































