L’Asl TO5 ha revocato l’autorizzazione alla comunità educativa per minori “Casa Mirò” di Carmagnola dopo una serie di controlli effettuati nel corso degli ultimi mesi: «rilevate gravi carenze e inosservanze». I giovani presenti sono stati trasferiti in altre strutture ritenute più idonee.

L’Asl TO5 ha deciso di revocare l’autorizzazione alla comunità educativa per minori “Casa Mirò” di Carmagnola, in capo all’Associazione Solidarietà Giovanile di Torino, sodalizio fondato negli anni Ottanta da don Domenico Cravero.
La decisione è contenuta nella deliberazione firmata dal direttore generale Bruno Osella e arriva al termine di un procedimento ispettivo avviato dopo una segnalazione relativa a un episodio avvenuto a metà marzo ai danni di un minore ospitato nella struttura di via Pochettino.
A seguito di quell’episodio, il 17 marzo la Commissione di Vigilanza dell’Azienda Sanitaria aveva effettuato un sopralluogo, chiedendo documentazione integrativa, poi trasmessa dalla comunità il 24 marzo.
L’analisi degli atti ha però anche evidenziato “gravi carenze di sorveglianza”, tali da rendere necessario un secondo controllo, svolto il 7 aprile in forma ristretta e focalizzato proprio sulla verifica dei livelli assistenziali.
Nel provvedimento finale l’Asl rileva quindi “gravi non conformità in merito ai requisiti assistenziali, organizzativi e di personale”, ritenute tali da esporre a rischio i diritti degli utenti e da mettere in dubbio la capacità del gestore di garantire il servizio secondo gli standard previsti.
Viene inoltre sottolineata “l’inosservanza reiterata” delle prescrizioni già impartite in passato, che avevano in parte portato anche alla sospensione dell’autorizzazione nel maggio 2025 (poi riattivata a partire dallo scorso novembre).
Già in un precedente sopralluogo, a febbraio, erano emerse diverse problematiche: da stanze prive di porte ad arredi danneggiati, oltre a una ringhiera staccata dal muro e la presenza di materiali accatastati e non pertinenti.
Dal punto di vista organizzativo e gestionale, durante la visita ispettiva era stata registrata “un’evidente inattività della maggioranza degli ospiti” e la presenza in turno della sola OSS, con l’educatore impegnato in accompagnamenti esterni.
Veniva inoltre segnalato il frequente cambio del coordinamento della Comunità, oltre a errori nella documentazione trasmessa alla Commissione di Vigilanza, in particolare nelle rilevazioni destinate alla Procura dei Minori.
Le prescrizioni impartite dopo quel sopralluogo sono quindi successivamente risultate in larga parte adempiute, ma sono rimaste le criticità più rilevanti sul piano assistenziale, compresa “una pianificazione dei turni non coerente con quanto effettivamente erogato dagli operatori“.
La documentazione trasmessa -secondo la Commissione di Vigilanza- presenta infatti carenze sia nel personale educativo sia negli operatori socio-sanitari in alcuni giorni, tra cui l’assenza totale di OSS in una giornata. Le rilevazioni di presenza, inoltre, sembrano essere state compilate “in corso d’opera” per compensare le insufficienze iniziali.
Alla luce di questo quadro, l’Asl TO5 ha evidenziato la presenza di “un concreto e attuale rischio di pregiudizio per gli ospiti” e il direttore Osella ha quindi disposto la revoca dell’autorizzazione al funzionamento della Comunità per minori Casa Mirò, con la conseguente ricollocazione dei minori in strutture ritenute idonee.
Il provvedimento è stato dichiarato immediatamente esecutivo, proprio per garantire un intervento rapido a tutela dei ragazzi ospitati.














































