Carmagnola, sempre più commercianti aderiscono alle “vetrine solidali”

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Cresce l’adesione al progetto di solidarietà tra commercianti a Carmagnola, con le attività aperte che offrono spazio nelle loro vetrine a quelle costrette a restare chiuse. Parlano alcuni dei protagonisti dell’iniziativa.

carmagnola commercianti ph. Francesco Rasero Il Carmagnolese
Una delle “vetrine solidali” dei commercianti di Carmagnola: l’ottica Ronco che ospita le borse della pelletteria Rosso

Trova sempre maggiori consensi e adesioni a Carmagnola il progetto di solidarietà tra commercianti, con le attività aperte che offrono spazio nelle loro vetrine a quelle costrette a restare chiuse a causa delle limitazioni anti-Covid previste dall’ultimo DPCM per le zone rosse.

Questi sono, al momento, i negozi carmagnolesi che ospitano:

  • Antica Torrefazione del Centro
  • Via Valobra Calzature
  • Merceria Colibrì
  • Corgiatti
  • Appendino Cioccolato
  • Profumeria Galena
  • Tabaccheria IV Martiri
  • Ottica Ronco
  • C’è Vino e Vino
  • Gianotti Carta
  • Panuele Fiori
  • Colorificio Bertello
  • Allianz Assicurazioni
  • Ferramenta Romero
  • Salone Detto Fatto
  • Acconciature Viviana
  • Il salotto di Rita
  • GDO professional

Le attività ospitate, a oggi, sono invece le seguenti: Rosso Pelletteria, Cecilia Boutique, Vergnano Tendaggi, Tessuti Il drappo, Dover Abbigliamento, Thun Oggettistica, Benetton Carmagnola, le agenzie di viaggi Pianeta Vacanze, Last Minute Tour Uvet Retail, Ambra Sailviaggi, i centri estetici Sophie Beauty Lounge e Bellezza e Benessere, la Saletta d’Arte Celeghini, il ristorante Il 14, Crossfit FreeMind, CarmaPadel e CarmaTennis.

Commercianti di Carmagnola, uniti contro la crisi

“Vetrine solidali” a Carmagnola: la parola ai commercianti

“Il Carmagnolese” ha voluto andare a incontrare alcuni dei commercianti di Carmagnola che, potendo continuare a tenere aperta la propria attività, hanno scelto di aderire all’iniziativa di solidarietà con i colleghi più colpiti dal DPCM. Ecco le loro parole.

vetrine solidali ph. Francesco Rasero Il Carmagnolese
Padel, tennis e i bicchieri di un ristorante nella vetrina dell’Antica Torrefazione del Centro

Elisa Mina è la titolare, con il fratello Francesco, dell’Antica Torrefazione del Centro, in Via Valobra, nonché una delle ideatrici delle “vetrine solidali” carmagnolesi.
Questo progetto è diventato realtà solo grazie all’impegno di tutti, ognuno ha fatto il suo pezzo -sottolinea, specificando come l’iniziativa sia nata “dal basso”- Sicuramente va evidenziato il fondamentale lavoro fatto dall’instancabile Barbara Bongiovanni della Pelletteria Rosso, che si è recata fisicamente da tutti i negozi, spiegando come aderire“.

Nelle sue vetrine -tra caffè, dolciumi e prelibatezze alimentari- spiccano alcuni abiti ma anche una racchetta e due bicchieri. “Si tratta di un allestimento simbolico per ricordare settori, come lo sport o la ristorazione, di cui si parla meno, ma che sono altrettanto in sofferenza -spiega- Ognuno di noi, soprattutto in questo periodo, ha i suoi problemi, ma sono convinta che, se stiamo uniti, ce la possiamo fare, tutti”.

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Patrizia Moschetti ha offerto gran parte delle proprie vetrine di Via Valobra ad altre attività costrette a rimanere chiuse

Anche la dirimpettaia, Patrizia Moschetti, ha offerto visibilità dal suo negozio Via Valobra Calzature a diverse attività, tra cui una palestra di cross-fit.
Io posso tenere aperto ma sono autorizzata a vendere solo le scarpe per bambini, per cui mi basta uno spazio minimo in vetrina. Il resto lo lascio volentieri ai colleghi meno fortunati“.

Anche lei ha partecipato alle prime riunioni per mettere a punto il progetto. “Abbiamo iniziato con alcuni cartelli nelle vetrine, poi questa iniziativa ha preso piede, innanzitutto tra un gruppo di noi commercianti che ci conosciamo meglio. Ora le adesioni sono in crescita: dovesse servire, faremo turnare periodicamente i prodotti nelle vetrine, per dare spazio a tutti. La cosa bella è che non c’è spazio per rivalità, in questo momento“, commenta.

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La vetrina della merceria Colibrì, con le stoffe de “Il Drappo”.

A pochi passi, anche la merceria Colibrì ha aderito con entusiasmo, pur avendo uno spazio in vetrina decisamente minori rispetto alle sue vicine.
Certo, faccio il possibile per mettere tutto in vista, per i pochi che passano nella via -spiega la titolare, Emiliana GhirardoQuando mi hanno presentato questa iniziativa, non ci ho pensato due volte e ho aderito… Perché no?“.

Rimanendo sotto i portici di Via Valobra, ma spostandosi al di là di piazza Sant’Agostino, c’è Paola Amerio di Appendino Cioccolato, che sta allestendo proprio la vetrina che ha deciso di “prestare” al centro estetico Sophie.
Ho visto l’iniziativa online e ho contattato Barbara Bongiovanni, che è un’amica, per aderire -dichiara- Mi sembra una cosa giusta da fare, finché si può ci si dà una mano tra colleghi“.

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L’allestimento della vetrina di Appendino Cioccolato dedicata al centro estetico Sophie

La formula, secondo lei, può avere successo, nell’ottica dell’auspicata riapertura al termine dell’emergenza sanitaria. “Vedere oggetti di un centro estetico in mezzo ai cioccolatini è una cosa che attira l’attenzione e la curiosità dei nostri clienti, che in questo modo magari possono scoprire un’attività che prima non conoscevano“.

Un ragionamento analogo ha portato anche Alessia Bertello, del Colorificio Bertello di via Duse, a mettere a disposizione una delle sue vetrine.
Il mio negozio può restare aperto e, non appena ho saputo dell’iniziativa, ho dato la mia adesione -spiega, mentre è proprio in attesa che arrivi un campionario simbolico della merce di qualche altra attività da esporre- Lo faccio volentieri, mi sembra un bel gesto a favore dei colleghi. Sperando che ci sia qualcuno in giro…“.

commercianti vetrine solidali
La vetrina di Panuele Fiori, con capi di abbigliamento e borse in pelle

Tra le prime “vetrine solidali” ci sono state anche quelle di Panuele Fiori, nella vicina via Donizetti. Silvia, Nadia e Giuseppe Panuele hanno scelto di ospitare vestiti e borse, per solidarietà ma anche sulla base di un lucido ragionamento: “Perdiamo volentieri mezz’ora a spiegare il valore di questa iniziativa, anche perché se i colleghi dei negozi chiusi sono in crisi, il lavoro diminuisce anche per noi e si impoverisce tutta la città“, riflettono.

A chi è interessato ai prodotti “ospiti”, come nelle altre attività, i fratelli Panuele forniscono i contatti diretti per richiederli ai loro colleghi. “I negozi chiusi sono comunque autorizzati a fare consegne: in questo modo, quindi, cerchiamo di dare loro una mano concreta, oltre che un po’ di visibilità. Ci sembra più utile rispetto a farci la guerra tra commercianti“.

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C’è Vino e Vino, tra le prime vetrine del Borgo Vecchio che si è prestata all’operazione di solidarietà tra commercianti di Carmagnola

Un concetto ribadito anche da Loredana Pellegrini, dell’enoteca C’è Vino e Vino, nel Borgo Vecchio. “Anche a Carmagnola c’è una minoranza di attività che preferisce curare solo il proprio orticello, facendo magari i furbi e approfittando della situazione. Noi, come molti altri, abbiamo invece preferito essere solidali con i colleghi che non possono aprire i loro negozi“.

Tra le bottiglie di vino e grappa, nelle loro vetrine che affacciano su via Chiffi, spiccano ora dei jeans, una borsa e una vetrinetta con l’oggettistica della Thun. “Sono tutte attività di cui conosciamo i titolari e siamo ben contenti se possiamo fare qualcosa per loro. Intanto continuiamo a diffondere la voce tra gli altri negozi aperti, speriamo che le adesioni possano ancora crescere“.

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Barbara Ronco, dell’omonimo negozio di ottica, ha allestito una vetrina con occhiali e pelletteria

Sempre in via Chiffi c’è anche Barbara Ronco, dell’Ottica Ronco, la cui attività è tra quelle che non hanno mai chiuso, neppure in occasione del primo lockdown, in primavera. “Ci riteniamo ancora fortunati, anche se in alcuni momenti siamo aperti più per fornire un servizio che per sperare di guadagnare. Per questo ci siamo chiesti come fa chi ha il negozio completamente chiuso e, sapendo di questo progetto, abbiamo dato la nostra adesione”.

Pensate che l’iniziativa possa servire concretamente? “Sicuramente è utile per dare un po’ di visibilità, far capire ai carmagnolesi che comunque quelle attività sono attive, anche se non possono alzare le serrande. Alla fine siamo tutti sulla stessa barca, e non capisco perché qualcuno sia stato penalizzato più di altri da queste regole anti-contagio. A quel punto avrei trovato più logico rifare come a marzo: o tutti, o nessuno“.

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