Il Museo di Storia naturale di Carmagnola scopre una farfalla sconosciuta

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In Valle Po è stata individuata dai curatori del museo civico di Storia naturale di Carmagnola una specie di farfalla finora mai classificata. L’insetto è stato chiamato “Drusus delmastroi“, in onore al suo scopritore, Giovanni Delmastro.

farfalla Drusus delmastroi Giovanni Delmastro Carmagnola
Un esemplare di “Drusus delmastroi”, insetto che deve il suo nome Giovanni Delmastro, curatore del museo civico di Storia naturale di Carmagnola.

Una farfalla finora mai classificata è stata individuata in Valle Po da Giovanni Delmastro, ricercatore e curatore del museo civico di Storia naturale di Carmagnola.

È un evento assai raro trovare in Piemonte delle specie animali sconosciute, quindi senza nome e non ancora catalogate, specialmente in relazione agli studi condotti negli ultimi due secoli -spiega- Numerosi zoologi e naturalisti hanno esplorato la regione in lungo e in largo, raccogliendo vari campioni e analizzandoli”.

Delmastro è il primo e (per ora) unico zoologo che l’abbia trovata, in alta valle Frassaia (Valle Po), presso le Meire di Luset, durante le sue ricerche sul campo nell’estate 2019.
L’insetto ha quindi preso il nome di “Drusus delmastroi“, in onore al suo scopritore.

farfalla Carmagnola
Il luogo in Valle Po in cui Giovanni Delmastro ha scoperto la farfalla che ora porta il suo nome

Quali caratteristiche ha questa farfalla?
Il Drusus delmastroi ha corpo giallastro con macchie brune, antenne e zampe nerastre, ali traslucide grigio-brune, con macchioline chiare. Assomiglia a una farfallina dalle lunghe antenne, munita di quattro ali membranacee ricoperte da peluria, con colori poco vivaci.
L’insetto appartiene al vasto gruppo dei Tricotteri, un numeroso ordine di insetti acquatici che in tutto il mondo conta circa cinquantamila specie conosciute. I tricotteri adulti hanno per lo più abitudini crepuscolari o notturne, vita breve e sono terrestri. 

Il territorio in cui è stato trovato l’insetto ha mai riservato simili “sorprese”?
Sì. Questa scoperta è avvenuta a qualche centinaio di metri da un piccolo ruscello presso Pian Munè, sempre nel territorio comunale di Paesana, dove 17 anni prima ho raccolto un’altra specie di tricottero nuova per la Scienza, in seguito ‘battezzata’ Consorophylax delmastroi.

Il ruscello nei pressi di Pian Munè dove si è concentrata l’attività di ricerca sul campo del Museo civico di Storia naturale carmagnolese

Com’è stata accolta la notizia dalla Comunità scientifica mondiale?
La specie è stata descritta sulla rivista “Braueria” dal professor Malicky, specialista austriaco conosciuto a livello mondiale, che le ha dato il nome.

Quali ricadute ha avuto questa nuova scoperta?
Le recenti ricerche sul campo realizzate sulle Alpi cuneesi hanno sovvertito la convinzione che si sappia quasi tutto sui nostri animali. Inoltre, fa notizia che sia stata individuata una specie “senza nome”, dopo anni di silenzio.
Speriamo che la scoperta possa far crescere l’interesse per la fauna del territorio, sia dal punto di vista scientifico, sia da quello della Comunità locale  La “farfallina” potrebbe non dare spazio a nuovi campi di indagine, ma certamente ne influenzerà le modalità, aumentando l’attenzione rivolta alla biodiversità.

Un episodio che mette anche in evidenza un aspetto più sconosciuto del lavoro che si svolge nei musei naturalistici più attivi…
In questi Enti pubblici, spesso riconducibili alla sfera comunale, la divulgazione scientifica è solo una parte dell’attività svolta. Un aspetto fondamentale è la ricerca, in laboratorio e in mezzo alla natura, che anche nelle nostre vallate è capace di regalare grandi emozioni all’occhio attento del ricercatore e naturalista.