“Operazione Roma” per i marinai di Carmagnola: al Comac si recupera un modello della corazzata della Marina Militare Italiana.

Un modello della corazzata Roma lungo quasi quattro metri, la più grande riproduzione esistente della nave, era stato costruito per circa il 70% e poi è rimasto dimenticato per quarant’anni.
Quello che sembrava un destino ormai segnato potrebbe invece avere un finale diverso: la base di Santa Rosa, sede del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) vuole infatti portare a termine il progetto e dare vita al modello.
Per questo, il presidente del museo civico navale di Carmagnola, Massimo Alfano, ha valutato la possibilità di completare il restauro integrativo, anche rispettando i tempi brevi richiesti.
Da qui l’organizzazione del trasferimento del modello a Carmagnola, nei locali del COMAC, per avviare il lavoro necessario a terminare l’opera. L’iniziativa ha subito coinvolto anche Giuseppe Di Giugno, presidente dell’Associazione “I Delfini”, che ha mobilitato i propri soci.
Tutte le attività già in corso sono state sospese per concentrare le energie sulla grande impresa: tutti i soci e volontari parteciperanno infatti al recupero della riproduzione della corazzata.

Il progetto ha avuto il suo avvio ufficiale con l’arrivo a Carmagnola di una delegazione di ufficiali del CINCNAV guidata del comandante della Base di Santa Rosa, il capitano di vascello Mauro Felice Ciccolella. Gli ufficiali hanno incontrato la sindaca Ivana Gaveglio e il vicesindaco Alessandro Cammarata, dando così il via ufficiale all’Operazione “Corazzata Roma”.
«Un’iniziativa che unisce storia, cultura e arte e che punta sulla collaborazione tra istituzioni e associazioni, oltre che sull’impegno, sulla sensibilità e sulle capacità manuali dei marinai di Carmagnola, chiamati a trasformare un modello incompiuto e dimenticato in una testimonianza recuperata della storia navale», commentano con soddisfazione i protagonisti dell’impresa.
Roberto Ratto

















































