Nasce il nuovo istituto museale delle Residenze reali sabaude

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L’architetto Filippo Masino è stato nominato direttore del nuovo istituto museale delle Residenze reali sabaude.

Filippo Masino

Nel contesto della riorganizzazione del Ministero della Cultura annunciata nei mesi scorsi, prende vita un nuovo capitolo per il patrimonio culturale del Piemonte: è nato il nuovo istituto museale delle Residenze reali sabaude, Direzione regionale Musei nazionali Piemonte.

Questo nuovo ente eredita dalla precedente Direzione regionale la gestione di cinque prestigiose residenze sabaude, tra cui Palazzo Carignano, Villa della Regina e i Castelli di Moncalieri, Agliè e Racconigi, nonché importanti siti come le Abbazie di Vezzolano e Fruttuaria, il Forte di Gavi, il Castello di Serralunga e le Aree archeologiche di Libarna, Industria e Augusta Bagiennorum.

A guidare questa nuova istituzione è stato nominato l’architetto Filippo Masino, figura di spicco nel panorama culturale e professionale italiano. Masino, già noto per il suo impegno nei Musei Reali di Torino, porta con sé un bagaglio di esperienze e competenze che promettono di dare un nuovo impulso al panorama museale piemontese.

Nuova direttrice per il castello di Racconigi

Con una formazione accademica solida, Masino ha studiato al Politecnico di Torino, come storico dell’architettura ed esperto di beni culturali, e ha approfondito ulteriormente i suoi interessi con un dottorato in Storia dell’Architettura e un master in Economia dei Beni Culturali all’Università degli Studi Roma Tre.

Il suo percorso professionale lo ha visto operare in diversi contesti nazionali e internazionali, dall’insegnamento al restauro architettonico fino alla cura di importanti siti archeologici. Il suo contributo ai Musei Reali di Torino è stato significativo, con progetti strategici, mostre innovative e restauri cruciali per la valorizzazione del patrimonio culturale locale.

Ora, alla guida del nuovo istituto museale delle Residenze reali sabaude, Masino si prepara a un periodo di grande trasformazione organizzativa. Con uno sguardo rivolto al futuro e alla riforma ministeriale in corso, si impegna a garantire la funzionalità e la qualità del servizio offerto al pubblico, promuovendo la valorizzazione e la fruizione dei tesori culturali piemontesi.

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