PNRR: il Consiglio regionale approva il piano delle strutture di prossimità

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Dopo la Giunta, anche il Consiglio regionale ha approvato la delibera sulla programmazione di interventi finanziati dal PNRR per la realizzazione delle strutture sanitarie di prossimità.

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La struttura dell’ex San Remigio di Carignano ospiterà un nuovo ospedale e una Casa di Comunità.

Dopo la recente approvazione in Giunta, anche il Consiglio regionale del Piemonte dà il via libera alla realizzazione delle strutture sanitarie di prossimità: saranno finanziati con i fondi del PNRR nuovi ospedali di comunità e centrali operative territoriali, mentre la costruzione di cinque Case di Comunità -tra cui quella a Carignano, in via San Remigio- potrà avvenire grazie a specifici fondi regionali.

A Carignano sorgerà anche un ospedale di Comunità, che permetterà il completo recupero dell’edificio in via San Remigio, ex-struttura ospedaliera, di cui una parte già ospita l’hospice per le cure palliative “Alfredo Cornaglia” della Fondazione Faro.

Nell’area del Carmagnolese, ulteriori Case di Comunità saranno situate: a Carmagnola, in via Avvocato Ferrero 24 (ex dispensario); a Poirino, in via Gaidano 4; a La Loggia, in via IV Novembre 6 e a Vinovo.

Per quanto riguarda l’Asl TO5, un altro ospedale verrà realizzato a Nichelino, città che ospiterà anche una delle nuove centrali operative (altre saranno a Chieri e a Moncalieri).

Presentato il nuovo hospice della Fondazione Faro a Carignano

Rispetto alla proposta della Giunta, in Consiglio regionale è variata la localizzazione di una sola Casa di Comunità, che verrà realizzata a Cavagnolo, nell’ambito di un edificio pubblico già disponibile, anziché a Crescentino, già sede di un ospedale di Comunità.

Al di fuori del piano, verranno anche riservati mille metri quadrati per una Casa di Comunità all’interno del Maria Adelaide di Torino, dove l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte (Edisu) e i competenti assessorati stanno mettendo a punto un progetto per la realizzazione di uno studentato.

Illustrando la proposta in Aula, l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi ha spiegato: “Abbiamo lavorato a ritmi serrati sulla base delle indicazioni fornite di volta in volta dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e chiesto ai direttori sanitari di valutare dove potessero essere ubicate le strutture, coinvolgendo anche informalmente i sindaci, privilegiando l’utilizzo di immobili già esistenti, di proprietà aziendale o comunale, come richiesto dalle indicazioni nazionali, e puntando al massimo risparmio del suolo“.

Continua l’assessore alla sanità: “Tra i problemi che occorrerà affrontare spicca quello legato al reperimento e alla gestione del personale, in particolare medici di base e infermieri, superando la norma ministeriale che pone un tetto alle assunzioni”.

Commenta il presidente della regione Alberto Ciro: “La pandemia ci ha insegnato che sulla sanità non si taglia, si investe, ed è quello che stiamo facendo con un piano senza precedenti che ci permetterà di creare l’ossatura di quella medicina territoriale che in Piemonte manca e di cui l’emergenza sanitaria ci ha mostrato tutte le criticità. Dal 2014 non si aumentavano posti letto sul nostro territorio e oggi torniamo a farlo, rendendo sempre più vicine ad ogni cittadino piemontese le migliori cure che possiamo garantire. Ringrazio il Consiglio regionale per aver approvato con tempi estremamente rapidi questo grande piano di intervento, che adesso può finalmente prendere forma”.

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