Carmagnola: un progetto da 4 milioni per il recupero di Sant’Agostino

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Approvato dalla Giunta Gaveglio il progetto per il recupero del complesso monastico di Sant’Agostino di Carmagnola, che sarà presentato al Ministero dei Beni Culturali per richiedere contributi.

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Il Comune di Carmagnola rilancia sul recupero del complesso monastico di Sant’Agostino, con un progetto da quasi 4 milioni da presentare al Ministero dei Beni Culturali.

Un progetto da circa 4 milioni di euro per il recupero del complesso monastico di Sant’Agostino è stato approvato dalla Giunta comunale di Carmagnola.

La progettazione, realizzata dall’architetto Matteo Patriarca, è finalizzata innanzitutto alla candidatura per beneficiare di possibili contributi da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il complesso monastico comprende la chiesa e l’ex convento di Sant’Agostino e costituisce il monumento più rappresentativo di Carmagnola -sottolinea l’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Cammarata- Per questo motivo ne riteniamo prioritarie la conservazione, il recupero e il restauro: l’obiettivo è renderlo di nuovo fruibile, con una destinazione polivalente, introducendo il monumento nei programmi di promozione turistica del territorio“.

Complesso monastico di Sant’Agostino, Carmagnola cerca fondi

Il primo passo sarà costituito da interventi di risanamento del tetto della chiesa e del corridoio di accesso al liceo, con consolidamento delle volte.

Da tempo, a causa delle infiltrazioni dal tetto, gli stucchi delle volte hanno subito dei danni, disgregandosi in alcune parti e lasciando anche cadere pezzi di calcinacci: pertanto, per motivi di sicurezza, dall’estate 2014 l’edificio è dichiarato inagibile.

L’Amministrazione Gaveglio, nell’estate 2019, ha già finanziato alcuni lavori di riparazione delle finestre, con chiusura dei varchi danneggiati per impedire l’accesso all’interno della chiesa ai volatili, oltre ad una serie di primi interventi di manutenzione ordinaria, quali opere di pulizia della polvere e bonifica dello sporco presente, con rimozione dei pannelli e del materiale espositivo delle mostre ancora montati nelle navate.

Quindi, nel dicembre 2019, è stato redatto il progetto esecutivo relativo alla messa in sicurezza per pubblica incolumità della facciata della chiesa di Sant’Agostino, i cui lavori sono in fase di realizzazione.

La chiesa di Sant’Agostino può diventare un “luogo del cuore”

Per la costruzione di chiesa e convento occorsero circa trent’anni, dal 26 maggio 1406 all’anno 1437, quando avvenne l’apertura al culto.
La sua presenza si salda a eventi storici ben radicati nella memoria collettiva, quali il ricordo delle pesti del 1522 e del 1630.

A seguito dell’abbandono definitivo del convento da parte degli Agostiniani, avvenuto nel 1856, il complesso monastico di Sant’Agostino dal 1858 è di proprietà comunale. La chiesa e il convento sono stati dichiarati monumento nazionale, attraverso il vincolo monumentale attribuito con nota Ministeriale del 6 aprile 1910.

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