Qualità dell’aria a Vinovo, la situazione resta critica

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Nonostante i primi dati siano migliori dell’anno precedente, la qualità dell’aria a Vinovo resta critica, soprattutto per quanto riguarda PM10 e ozono.

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PM10 e Ozono sono i due inquinanti per i quali è nuovamente scattato il campanello d’allarme per la qualità dell’aria a Vinovo [immagine di repertorio]
I dati relativi a PM10 e ozono fanno nuovamente scattare il campanello d’allarme per la qualità dell’aria a Vinovo, la cui situazione -seppure in miglioramento rispetto allo scorso anno– resta ancora critica.

È quanto emerge dal nuovo rapporto “Uno sguardo all’aria” divulgato nei giorni scorsi da ARPA Piemonte e Città metropolitana di Torino e riferito alle misurazioni effettuate nel corso del 2025.

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Ancora una volta le concentrazioni di PM10 hanno superato i limiti consentiti più di quanto previsto dalla legge, posizionando Vinovo al secondo posto tra i peggiori nella classifica provinciale per superamenti dopo Settimo Torinese (e alcune zone di Torino).

La legge prevede infatti un limite giornaliero per le polveri sottili (pari a 50 µg/m3) che non deve essere oltrepassato per più di 35 giornate nell’arco dell’anno: nel 2025 Vinovo ha invece sforato per 37 volte, seppur riducendo tali giorni da “bollino nero” rispetto ai 56 del 2024. Entro i limiti, invece, il valore medio annuo.

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I dati del nuovo rapporto Arpa Piemonte sulla qualità dell’aria nel Torinese riferiti al 2025: Vinovo ancora sopra soglia per quanto riguarda il numero di sforamenti giornalieri per la presenza di PM10

Sopra soglia anche l’ozono, dove il valore-obiettivo per la protezione della salute umana è stato superato 34 giorni su 365, secondo un trend (purtroppo) comune a gran parte delle realtà del Torinese in cui tale dato è stato monitorato dalle centraline dell’ARPA.

Il PM 2,5 -il cosiddetto “particolato fine”- ha invece avuto un valore medio annuo di 20 µg/metro cubo, inferiore ai limiti di legge, seppure tale valore risulti il più alto di tutta la Provincia.

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Più positivo lo scenario legato ad altri inquinanti. Per il biossido di azoto non vi sono mai stati sforamenti della soglia oraria; anche la media annuale è pari a 19 microgrammi al metro cubo, decisamente inferiore al valore critico previsto dalla norma (40 µg/m3), pressoché invariata rispetto al 2024. Rientra nei valori-limite anche la presenza di benzene.

Lo scenario, dunque, presenta ancora più ombre che luci, seppure il calo degli sforamenti del PM10 riesca, in qualche modo, a far sperare che la situazione benefici sempre di più dei vari provvedimenti presi nel corso degli anni per limitare le emissioni e migliorare la qualità dell’aria.

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