Domenica 24 maggio l’ex Villa Bona di Carignano riaprirà le sue porte al pubblico.

Domenica 24 maggio, a Carignano, l’ex Villa Bona riapre le sue porte, in occasione della XVI Gionata Nazionale Adsi – Associazione Dimore Storiche Italiane, con visite gratuite alle splendide sale del piano terra e del piano nobile, accompagnati dai volontari dell’associazione Progetto Cultura e Turismo Carignano. L’iniziativa è stata possibile grazie al Comune di Carignano, in collaborazione con Adsi, sezione Piemonte e Valle d’Aosta e Progetto Cultura e Turismo.
Sarà un’opportunità unica per scoprire luoghi affascinanti, spesso fuori dai circuiti turistici tradizionali, e per riscoprire storie e vicende pubbliche e private che contribuiscono a valorizzare i rispettivi territori. L’iniziativa promuove inoltre la tutela e la conservazione del patrimonio storico architettonico privato: beni vincolati e accessibili che rappresentano le radici più profonde dell’identità culturale italiana.
L’orario delle visite sarà dalle 10 alle 12 e dalle 14:30 alle 18 (visite con partenza ogni mezz’ora; numero massimo persone per gruppo 15); l’ingresso è libero e gratuito. L’ex Villa Bona è patrimonio del Comune dal 1969 ed è uno dei beni culturali di maggiore interesse in Carignano.
Meglio conosciuto come ex Villa Bona, Palazzo Provana del Sabbione è un edificio d’origine medioevale di proprietà dall’inizio del ‘700 della famiglia da cui prende il nome, ramo laterale dei Provana. A loro si devono la decorazione degli interni e della volta del salone delle feste, affidata ai fratelli Gioannini.

All’inizio del secolo scorso il palazzo fu venduto dalla famiglia Peliti, che nel frattempo l’aveva acquistato, agli industriali biellesi Bona, proprietari del vicino Lanificio, che rinnovarono gli arredi e fecero riaffrescare molte delle sale interne. Tra il 1930 e il 1932 Villa Bona fu arredata con il gusto eclettico di Lorenzo Valerio, importante figura di industriale e intellettuale a tutto tondo.
Le quattro sale dell’appartamento (studio, salotto, bagno, camera da letto), oggi prive del mobilio originale, furono dipinte a tempera d’uovo da Adalberto Migliorati, pittore romano ma di famiglia perugina, che realizzò pitture secondo le indicazioni dei committenti, Lorenzo Valerio e la moglie Rosetta Sertorio. Le quattro sale furono decorate con opere neobarocche ed eclettiche.
Di notevole importanza, per la storia della pittura novecentesca, sono il salotto, con rappresentazioni della vita della Vergine (Sposalizio, Annunciazione, Natività, Deposizione) e lo studio, con resti della boiserie, con dipinti tratti dai miti norreni e dalla Saga dei Nibelunghi di Wagner. Nello Sposalizio, Migliorati ritrasse i due committenti, con tre dei loro figli.
Successivamente, dal 1960 al 1995, il palazzo ospitò il Municipio prima del trasferimento degli uffici nella nuova e attuale sede in via Frichieri (l’ex Lanificio a pochi metri di distanza, recuperato e completamente trasformato in chiave contemporanea su progetto dell’architetto Alberto Sartoris).
Dopo quasi trent’anni di chiusura e una serie di importanti interventi ad opera del Comune, che hanno riguardato principalmente il rifacimento della copertura e, con il contributo di Patrizia Bona, la sostituzione degli infissi e alcuni restauri, l’associazione Progetto Cultura e Turismo, in accordo con il Comune, ha potuto organizzare con i propri volontari le prime visite alle magnifiche stanze, che costituiscono un unicum nella pittura del periodo fascista sul territorio.
L’iniziativa, inaugurata nel 2023 e ripetuta in più occasioni, sta avendo successo ed è molto
apprezzata dai visitatori. Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri: 338-1452945 o 348-5479607, oppure visitare il sito del comune di Carignano, o il sito dell’Adsi.











































