La Regione Piemonte conferma: Carmagnola sarà sede di Covid Hospital

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La Giunta regionale ha deliberato il Piano straordinario di riorganizzazione della rete ospedaliera del Piemonte, individuando nel San Lorenzo di Carmagnola la sede di uno dei “Covid Hospital”. Previsti otto nuovi posti di terapia intensiva e sei di terapia semi-intensiva.

San Lorenzo Ospedale Carmagnola Covid Hospital
Il San Lorenzo di Carmagnola è stato individuato dalla Regione Piemonte come sede di uno dei nuovi “Covid Hospital” regionali

L’ospedale San Lorenzo di Carmagnola sarà uno dei centri regionali specializzati nella cura del Covid-19 (i cosiddetti “Covid Hospital”), con la realizzazione di un nuovo reparto di terapia intensiva e sub-intensiva.

L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Icardi, ha confermato quanto già anticipato nei giorni scorsi in merito alle novità contenute nel Piano straordinario di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19.
Il testo è stato deliberato dalla Giunta regionale ed è ora in attesa dell’approvazione da parte del Ministero della Salute, come previsto dal “Decreto Rilancio” del 19 maggio scorso.

Tra le novità in esso contenute, vi sono l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e semi-intensiva a livello regionale, l’individuazione dei cosiddetti “Covid Hospital“, la ristrutturazione dei pronto soccorso e consolidamento della separazione dei percorsi, la rotazione e distribuzione delle attrezzature e delle strumentazioni, l’aumento dei mezzi di soccorso da dedicare ai trasferimenti tra ospedali (anche in convenzione con le associazioni di volontariato del territorio) e un incremento del personale in aggiunta all’attuale dotazione organica.

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Il Piano si basa sul ripristino graduale dell’attività ordinaria, organizzata per livelli di complessità crescente, mantenendo un alto grado di flessibilità delle funzioni, e sull’integrazione di specifici nodi di offerta destinati all’assistenza dei pazienti colpiti dall’epidemia -dettagliano dalla Regione- Alcune aree omogenee hanno già individuato i futuri Covid Hospital: Torino ha scelto l’Amedeo di Savoia e il San Lorenzo di Carmagnola, il Piemonte Sud-Ovest l’ospedale Civile di Saluzzo. Le altre aree hanno ritenuto di riservarsi la scelta al momento della effettiva necessità“.

La terapia intensiva passa a 610 posti in tutto il Piemonte, con un incremento di 299, ai quali se ne aggiungono 16 di norma dedicati alla terapia antalgica, per un totale di 626.
Per la terapia semi-intensiva, sempre a livello regionale, si prevede di arrivare a 305 posti rispetto ai 125 pre-Covid. Circa metà di questi (153) potranno essere convertiti in posti letto di terapia intensiva.

Carmagnola, anche sotto questo aspetto, sarà uno dei centri maggiormente interessati dal Piano straordinario, con la creazione di un nuovo reparto dedicato: previsti otto posti di terapia intensiva e sei di terapia semi-intensiva, per un totale di 14 postazioni.

Il programmato aumento di 299 posti letto di terapia intensiva determina il conseguente aumento del fabbisogno di personale a pieno regime, indicativamente 299 medici anestesisti, 897 infermieri e 299 operatori socio-sanitari“, sottolineano dalla Regione.

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Sarà inoltre consolidata e resa strutturale la separazione dei percorsi all’interno degli ospedali, nonché la ristrutturazione degli spazi destinati al Pronto soccorso, con individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti sospetti o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi.
Si prevedono aree di pre-triage distinte, zone di attesa e ambulatori per sospetti Covid, per soggetti in attesa dell’esito del tampone, accessi diretti e percorsi dedicati dei mezzi di soccorso con spazi di attesa dei casi sospetti in barella; diagnostica radiologica dedicata“.

Il finanziamento statale per la Regione Piemonte è di 111 milioni di euro: di questi, circa 52 milioni sono previsti per gli interventi in terapia intensiva, oltre 33 ilioni per la semi-intensiva, 25 per l’emergenza-urgenza e 900.000 euro per l’acquisto dei mezzi per l’emergenza territoriale.

Con questo piano creiamo le condizioni per affrontare un’eventuale seconda ondata epidemica -commenta l’assessore Icardi- La rete ospedaliera viene modulata sulla base di flessibilità e funzionalità: con il rafforzamento della parte di medicina territoriale, l’istituzione del nuovo Dipartimento per le Malattie Infettive e l’attività di tracciamento dei contatti siamo in grado di gestire la situazione garantendo anche il progressivo ritorno alla normale attività negli ospedali”.

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