Salamone (Liberi Conversatori): “No alla strumentalizzazione del nucleare”

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Il presidente dell’associazione “Liberi Conversatori”, Alessandro Salamone, interviene sulla questione del deposito nucleare nazionale.

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Alessandro Salamone, presidente dell’Associazione culturale “Liberi Conversatori”, interviene sulla questione del possibile deposito nucleare nazionale a Carmagnola

Il tema del deposito nucleare è stato dibattuto in una riunione tra membri dell’Associazione culturale carmagnolese Liberi Conversatori.

«Premesso che l’ipotesi di Sogin a Carmagnola interessa terreni agricoli pregiati e l’area individuata non è idonea, occorre non demonizzare il progetto generale di fare un deposito nazionale delle scorie nucleari né, tanto meno, questa situazione deve essere strumentalizzata dal punto di vista politico, in modo demagogico, a ridosso delle elezioni comunali», dichiara il presidente Alessandro Salamone.

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Salamone ricorda come il progetto di un deposito unico per il nucleare italiano sia frutto di un decreto del Governo Berlusconi nel 2010 e come la mappa di Sogin, oggi messa sotto accusa da molti, risalga al 2015, quando venne anche avviata una prima campagna informativa generale in tv.

«Serve onestà intellettuale, anche nel riconoscere che la legge non consentiva consultazioni territoriali prima della pubblicazione della carta nazionale, che il Governo Conte ha peraltro reso pubblica solo per evitare infrazioni europee -prosegue il presidente dei Liberi Conversatori- Inutile quindi lamentarsi di non essere stati consultati prima del 5 gennaio: il tempo per il confronto, tecnico e politico, è adesso. Un’Amministrazione seria dovrebbe lavorare giorno e notte su questo».

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Da qui l’accusa di “strumentalizzazione” del tema, «anche perché il 2021 è l’anno del voto per le comunali».

Conclude Salamone: «Tramite il supporto di un legale, stiamo chiedendo a Sogin l’accesso agli atti, per capire ancora meglio i termini della questione. In ogni caso, a sensazione, credo che la nostra città non sarà scelta, per molte ragioni, legate sia alle caratteristiche stesse dell’area indicata che a fattori più generali, come la posizione rispetto al resto dell’Italia».

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