Un incontro sulle mutilazioni genitali femminili con il Monviso Solidale

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Si è tenuto nei giorni scorsi il primo incontro di un percorso di formazione organizzato dal Consorzio Monviso Solidale sui temi delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni forzati.

Mutilazioni Femminili Monviso Solidale
Le MGF (mutilazioni genitali femminili) sono riconosciute a livello internazionale come una violazione dei diritti umani: se ne parla in un percorso di formazione organizzato dal Consorzio Monviso Solidale

L’Agenzia Formativa del Monviso Solidale, in collaborazione con il Centro Antiviolenza Emma Onlus di Torino, ha dato vita a un percorso di prima formazione, dedicato a 35 fra operatori sociali e sanitari, relativo alla tematica delle donne vittime di violenza, con particolare riferimento ai temi delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni forzati.

Il corso, finanziato dalla Regione Piemonte, coinvolgerà docenti esperti sulle diverse tematiche (operatrici di centri antiviolenza, medici/mediche, mediatrici interculturali, esperte sui matrimoni forzati, antropologhe, esperte della CT, etnopsichiatre/i), con l’obiettivo di promuovere e consolidare le competenze sul tema delle violenze a carico di donne maggiorenni e minorenni e sui minori vittime di violenza assistita.

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Il primo incontro si è svolto nei giorni scorsi a Savigliano; sono intervenute Luisa Ghigo, responsabile Area Famiglia e Minori per il Consorzio, Serena Marro, rappresentante dell’ente Capofila del CAV 10, e la dottoressa Anna Maria Zucca, presidente del Centro antiviolenza Emma. Erano presenti anche il dottor Luca Bello, medico ginecologo, e la dottoressa Anita Fortunato, ostetrica, fondatori del CE.MU.SS., Centro Multidisciplinare per la salute sessuale dell’Asl città di Torino.

Le MGF (mutilazioni genitali femminili) sono riconosciute a livello internazionale come una violazione dei diritti umani e sono una delle tante manifestazioni di disparità nelle relazioni di genere e una forma di violenza contro le donne –spiega Luisa Ghigo- Il dottor Bello e la dottoressa Fortunato ci hanno aiutato a leggere il fenomeno in maniera sensibile, rispettosa e non stigmatizzante attraverso un linguaggio preciso e soprattutto attento alle donne e alla loro cultura”.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 16 maggio; durante l’incontro la dottoressa Fantauzzi dell’Università di Torino proseguirà portando un inquadramento antropologico sul tema.

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