Intervista al piobesino Vito Cito, campione mondiale di tiro a volo

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Il Comune di Piobesi Torinese si congratula con il concittadino Vito Cito, protagonista al 44° Campionato del Mondo di tiro a volo a Melbourne.

Uno scatto dopo la conquista dell’oro di Vito Cito, Stefano Narducci e Vincenzo Triscari. (Foto @Facebook)

Dopo la sua vittoria al 44° Campionato del Mondo di Fossa Universale (tiro a volo), insieme a Stefano Narducci e Vincenzo Triscari, il Carmagnolese ha intervistato il piobesino Vito Cito.

Qual è la prima cosa che ha pensato appena ha capito di aver vinto l’oro?
La prima cosa che ho pensato è stata: ce l’ho fatta. Anzi, ce l’abbiamo fatta, perché questo titolo l’ho conquistato insieme ad altri due compagni di squadra. Il primo pensiero è stato proprio quello: abbiamo raggiunto l’obiettivo. Questo mi ha riempito il cuore di gioia e di orgoglio, quasi al punto da non rendermi conto di dove fossi e di che cosa stessi vivendo. Pensavo fosse un sogno…

Si aspettava un risultato di questo tipo?
Aspettarsi di vincere il Mondiale? No, forse sarebbe stato troppo. Quello che ci aspettavamo era di fare una grande gara, di dare tutto. Un podio sì, quello era un obiettivo concreto. Il titolo iridato era ambito, ma non ce lo aspettavamo davvero.

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Questa vittoria così importante la dedica a qualcuno?
Questa vittoria la dedico innanzitutto a me stesso, per tutto quello che ho fatto in questi mesi, per come ho preparato il Mondiale, per tutto il sudore versato in allenamento, sia in palestra sia sui campi da tiro. La prima dedica quindi è per me. La seconda va a tutte le persone che mi sono state vicine in questi mesi, in queste settimane, fino agli ultimi giorni di gara: a chi mi vuole bene e ai miei sponsor, che mi hanno sempre sostenuto. Un ringraziamento speciale va anche alla Federazione Italiana Tiro a Volo, che ci mette nelle condizioni di partecipare a eventi così importanti.

Quali emozioni ha provato in questi giorni? Come gestisce la tensione prima della gara?
In questi giorni c’è stato un susseguirsi di emozioni, a partire dagli allenamenti. Nonostante il jet lag, abbiamo capito, già in allenamento, di essere competitivi. La prima grande emozione è stata proprio la consapevolezza di potercela fare. La gara si è svolta su quattro giorni, con 50 piattelli al giorno per un totale di 200. Nell’ultimo giorno abbiamo trovato vento forte e pioggia negli occhi, condizioni davvero difficili. Questa esperienza è stata un’emozione indescrivibile. A fine gara ci siamo abbracciati e abbiamo gridato insieme: siamo campioni del mondo.

Qual è il prossimo grande obiettivo dopo questo successo?
Per ora non ho obiettivi futuri, perché credo che questa sia stata la mia ultima gara. D’ora in poi mi concentrerò esclusivamente sul mio incarico di tecnico federale. Da domani inizierò a lavorare per preparare i ragazzi e le ragazze che parteciperanno al prossimo Campionato Europeo, in programma a luglio in Spagna.

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