Sono stati diffusi i primi dati del nuovo rapporto di Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino relativi alla qualità dell’aria nel 2025: migliora ancora la situazione a Carmagnola, a partire dal PM10.

Sono stati diffusi i primi dati del nuovo rapporto di Arpa Piemonte e dalla Città metropolitana di Torino relativo alla qualità dell’aria sul territorio, con Carmagnola che fa registrare un nuovo miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il PM10, restando per il secondo anno consecutivo sotto la soglia di allarme dopo decenni di sforamenti, anche considerevoli.
Dal monitoraggio -che fa riferimento alle rilevazioni effettuate tra gennaio e dicembre 2025 dello scorso anno tramite la centralina di piazza I maggio, vicino all’ospedale San Lorenzo– emergono infatti dati più positivi rispetto al passato, sebbene permangano anche criticità ancora da risolvere.
In particolare, i valori medi annuali del particolato (PM10) risultano nuovamente conformi ai limiti di legge, confermando la tendenza alla riduzione delle concentrazioni rispetto ai primi anni Duemila.
Per quanto non si possa dire che l’allarme per le polveri sottili sia del tutto rientrato, ancora una volta il dato rimane inferiore alla soglia critica anche il numero di superamenti del limite giornaliero durante l’anno, con 28 sforamenti in 12 mesi.
Erano stati 32 nel 2024 e 39 nel 2023, con campanello d’allarme per la salute che scatta ai 35 sforamenti annuali; un dato, peraltro, decisamente inferiore a quanto veniva registrato nel decennio scorso, quando Carmagnola risultava uno dei punti più inquinati di tutta la Provincia.

Resta invece più preoccupante la situazione relativa all’ozono (O₃), per il quale non sono state effettuate misurazioni puntuali in città, ma il report provinciale evidenza come la soglia per la protezione della salute umana sia stata superata in praticamente tutte le aree del territorio metropolitano prese in analisi, soprattutto quelle di pianura.
Entro i limiti, invece, i livelli di biossido di azoto (NO₂), per quanto a Carmagnola si registri uno dei valori più alti di tutto il Torinese; anche il monitoraggio di altri inquinanti -come benzene, metalli pesanti e benzo(a)pirene– ha confermato il rispetto dei valori-limite in tutte le rilevazioni effettuate.
«Le serie storiche di lungo periodo evidenziano, per la maggior parte degli inquinanti, una significativa riduzione delle concentrazioni -commentano da Arpa Piemonte e Città metropolitana di Torino, riferendosi al quadro complessivo provinciale- Tuttavia, per gli inquinanti più critici si osserva negli ultimi anni un rallentamento del trend di miglioramento. Tale aspetto assume particolare rilevanza alla luce dei futuri
obiettivi normativi, con i valori-limite introdotti dalla più recente direttiva europea sulla qualità dell’aria dimezzati rispetto a quelli attualmente in vigore».
In altre parole: i provvedimenti presi negli ultimi 10-15 anni hanno portato i loro frutti, ma la spinta positiva si sta gradualmente esaurendo, proprio mentre l’UE chiede di migliorare ancora la qualità dell’aria.
«Servirà un impegno ulteriore, sia in termini di misure strutturali sia di integrazione tra politiche ambientali, energetiche e della mobilità -concludono i due Enti- Sarà fondamentale consolidare e accelerare il percorso intrapreso, promuovendo azioni coordinate a livello locale, regionale e nazionale, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni nei settori più impattanti. Nella consapevolezza che il miglioramento duraturo richiede continuità, innovazione e responsabilità condivisa tra istituzioni, sistema produttivo e cittadini».















































